Lo statuto dei lavoratori: la carta che tutela i lavoratori fu approvata il 20 Maggio 1970. Dai più fu definita come una conquista di libertà e come un segno evidente di democrazia. Gli operai delle fabbriche si sentirono più al sicuro e sentirono più certa la dignità di essere prima di tutto uomini e poi lavoratori.

La storia della carta

Ancor prima del 1970 fu Giuseppe Di Vittorio a proporre uno statuto che potesse portare la Costituzione all’interno delle fabbriche per dare vita ai principi di libertà e di eguaglianza e fu proprio il padre del sindacato al Congresso della CGIL di Napoli, nel 1952, che affermò: «il lavoratore è un uomo, ha una sua personalità, un suo amor proprio, una sua idea, una sua opinione politica, una sua fede religiosa, e vuole che questi diritti siano rispettati da tutti e in primo luogo dal padrone (…) perciò sottoponiamo al Congresso un progetto di “Statuto” che intendiamo proporre, non come testo definitivo, alle altre organizzazioni sindacali (…) per poter discutere con esse e lottare per ottenerne l’accoglimento e il riconoscimento solenne».

Congresso CGIL di Napoli 1952

Ma dal 1952 all’approvazione in Parlamento della legge la strada fu tutta in salita, faticosa e lastricata di ostacoli. Negli anni 60 i padroni erano restrittivi e oppressivi e l’operaio non godeva dei diritti che gli spettavano; l’Italia dovette ansimare sino al periodo delle contestazioni del 68 per respirare la speranza che anche le fabbriche potessero essere più libere e democratiche. Difatti proprio il clima della rivoluzione sessantottina spinse il Ministro del Lavoro Brodolini ed il giurista Giugni ad incaricare una Commissione per la stesura di una bozza del testo di legge. La bozza si trasformò in vero e proprio statuto, approvato e riconosciuto, il 20 Maggio 1970. https://left.it/…/20-maggio-1970-nasce-lo-statuto-dei-lavoratori-una-storia-di-attacchi-…

L’articolo 1 della nuova legge sancì la libertà di opinione del lavoratore, l’articolo 2 vietò al datore di lavoro di ricorrere alle guardie giurate per controllare le attività dei dipendenti e inoltre fu riconosciuta anche l’assemblea dei lavoratori in azienda. Lo statuto dei lavoratori fu latore di libertà, eguaglianza e diritti. Nostro dovere è ricordare la storia di questa carta preziosissima ma nostro dovere è anche quello di difendere sempre i contenuti di democrazia, prendendo esempio dai grandi uomini che ci hanno precedeuto e soprattutto ricordando che la democrazia deve essere riconquistata ogni giorno e faticosamente.

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