Lo “Stato Nuovo” in Portogallo, Grecia e Spagna: fascista nello stile, ma non nella sostanza. Terza Parte

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Di Dimitris Michalopoulos

Traduzione di Luigi Tramonti 

Continua dalla Seconda Parte

3. La guerra greco-italiana nel 1940-1941

Le ostilità tra Grecia e Italia, iniziate alla fine di ottobre del 1940 e terminate con l’occupazione della Grecia da parte delle Potenze dell’Asse nella primavera dell’anno successivo, sono ancora considerate “un’aggressione non provocata” dell’Italia Fascista contro “un innocente paese balcanico”. Ma una seppur rudimentale ricerca sui documenti greci pertinenti porta a una conclusione totalmente diversa. A dire la verità, la Grecia fu (dal 1936 in poi) un alleato della Gran Bretagna. Il seguente documento [49] è rivelatore: nel caso di una guerra tra il Regno Unito e l’Italia la Grecia avrebbe dovuto schierarsi “incondizionatamente” con gli inglesi. È necessario, pertanto, citare alcuni estratti di quel documento cruciale:

Immagine: Ioannis Metaxas

* * *

Aide-Mémoire

Segretissimo

Si ricorderà che all’inizio di dicembre l’ultimo governo di Sua Maestà chiese al governo ellenico l’assicurazione del suo sostegno, ai sensi del Patto della Società delle Nazioni, in caso di attacco da parte dell’Italia a qualsivoglia Potenza che adempisse ai suoi obblighi in base a tale strumento, e che il governo ellenico ha restituito una risposta molto precisa nel senso che la Grecia avrebbe rispettato tutti i suoi obblighi senza esitazione. In particolare, al governo ellenico fu chiesto di concedere strutture alla Royal Navy (supponendo che la Gran Bretagna dovesse fornire prove alla vittima della prospettata aggressione per l’uso di porti, banchine e strutture di riparazione); su questi punti sono state date assicurazioni altrettanto ferme.

L’Addetto Navale è stato ora incaricato di condurre ulteriori indagini sulla stessa ipotesi, cioè che l’Italia intraprenda un’azione offensiva contro la Gran Bretagna mentre quest’ultima agisce in conformità ai suoi obblighi ai sensi dell’articolo 16 del Patto; ma è particolarmente desiderato sottolineare che il governo di Sua Maestà non considera che questa contingenza sia attualmente probabile. Si può infatti affermare che le richieste attuali possono essere considerate come la logica prosecuzione dello scambio di opinioni originario.

Si desidera inoltre sottolineare che la preparazione di piani dettagliati per la cooperazione internazionale non è al momento suggerita. Le richieste che l’Addetto Navale ha il compito di fare sono le seguenti:

A. Utilizzo dei porti

La principale necessità iniziale della flotta britannica nelle circostanze prospettate sarà probabilmente l’utilizzo di alcuni porti appartati per il rifornimento di carburante dei cacciatorpedinieri poiché si presume che, almeno nelle prime fasi, la guerra si combatterà nel Mediterraneo Orientale. Evidentemente sarà importante che tali movimenti, cioè quelli delle stesse petroliere e quelli delle navi che riforniscono di carburante per loro (un’operazione che probabilmente verrà eseguita e completata durante la notte), restino nascosti nella massima segretezza. Sarà quindi possibile per il governo ellenico che qualsiasi rapporto inviato ad Atene dalla dogana o da altri funzionari sia trattato come altamente riservato e privato dal pubblico?

In seguito, l’uso di porti più noti (come ad esempio Salamina) potrebbe essere richiesto, principalmente per imbarcazioni leggere e ausiliarie, in particolare se gli accordi difensivi possono essere forniti all’inizio delle ostilità. Tale cooperazione rientrerebbe evidentemente nelle garanzie già fornite, mentre il mantenimento della segretezza sarebbe facilitato dal funzionamento della censura generale che, presumibilmente, sarà imposta.

B. Impianti di riparazione

Salamina è ben nota anche per la sua capacità di mantenere una piccola marina in uno stato efficiente, e viene quindi assicurata la garanzia che i lavori urgenti di riparazione per la flotta britannica saranno eseguiti senza esitazione e che ogni sforzo con l’uso di lavoro diurno e notturno e l’iscrizione di altri lavoratori addizionali disponibili in Grecia per accelerare il lavoro nella misura massima. Potrebbe anche essere auspicabile l’invio di manodopera dai cantieri britannici per prestare assistenza nel lavoro, nel qual caso si spera che si faccia tutto il possibile per assicurare la cordiale collaborazione dei datori di lavoro del governo ellenico e che gli accordi per il loro alloggio e il loro sostentamento vengano messi a disposizione della Royal Navy.

L’uso di strutture esistenti al Pireo, che sono nelle mani di aziende private, è un’ulteriore questione da considerare. Presumibilmente, non si solleverebbe alcuna obiezione al governo britannico che entra in contatto con queste imprese, o, in alternativa, il governo ellenico prevede di iscriverle in qualche schema di servizio nazionale allo scoppio della guerra? In quest’ultimo caso, la situazione sarebbe presumibilmente la stessa di quella di Salamina sopra prospettata. Sarebbe gradita un’espressione di opinione sul valore delle risorse del Pireo.

C. Cooperazione attiva della Flotta Ellenica

Si deve presumere che, dal conferimento delle assicurazioni iniziali a dicembre, il ruolo delle forze navali elleniche in caso di guerra abbia ricevuto l’attenzione del Ministero della Marina e che sia in corso un’azione per portare rapidamente la flotta ad uno stato di massima efficienza.

Immagine: Giorgio II di Grecia riceve la delegazione britannica

Si ricorderà che poco dopo il suo arrivo ad Atene, l’Addetto Navale, con il concorso del plenipotenziario di Sua Maestà, formulò una serie di domande riguardanti l’allora stato della Marina Ellenica, e che il Ministero della Marina fu così gentile da fornire ogni informazione desiderata. È ora richiesto che queste domande originali possano essere riviste e le risposte aggiornate oggi, in particolare riguardo a:

  1. Equipaggiamento

  2. Stato di preparazione

  3. Formazione.

D. Materiale

I rifornimenti più richiesti nell’eventualità in discussione sarebbero con ogni probabilità reti anti-sottomarini, mine, cariche di profondità, e attrezzature per lo sminamento. Sono richieste informazioni sullo sviluppo in questi aspetti, con particolare riferimento alla carenza segnalata di TNT per il riempimento di mine di profondità, alla costruzione di reti e alla fornitura di attrezzi per la spazzatura di mine. In relazione a quest’ultimo punto, quali sono i progressi nell’addestramento e in quale misura si ritiene che possa essere intrapreso lo sminamento, sia da parte di navi che di ausiliari?

a. Operativo

Qual è l’idea generale del Ministero della Marina in merito all’impiego delle forze navali elleniche nelle circostanze ipotizzate? Quali sono considerate le attuali capacità operative di (i) la flottiglia di cacciatorpedinieri e (II) la flottiglia Sottomarina?

E. Ricognizione

Quali sistemi sono attualmente in vigore per lo scambio di segnali di riconoscimento di giorno e di notte tra:

  1. Due navi di superficie o sottomarini sulla superficie.

  2. Una nave di superficie e un sottomarino sommerso.

  3.  Una nave di superficie (o un’autorità di terra) e una nave mercantile in avvicinamento.

F. Difesa delle Basi

Sono stati compiuti progressi da quando sono state redatte le risposte alle domande precedenti e il comitato speciale nominato per lo studio sull’argomento è giunto a conclusioni o raccomandazioni?

Sono state installate altre difese A.A., ad esempio nell’isola di Salamina? Qual è l’efficienza stimata del sistema di difesa A.A. sull’isola di Lipso [sic]? Ad esempio, sono stati eseguiti dei soddisfacenti test di tiro contro un bersaglio aereo?

G. Protezione del Commercio

Nelle circostanze in esame, è possibile che il traffico importante da e per il Mar Nero e il Mediterraneo orientale in generale possa richiedere un’organizzazione e protezione, in particolare nel caso di passaggi attraverso l’area adiacente alle basi italiane nel Dodecaneso. In questo caso, sarebbe probabilmente necessario istituire un Servizio di controllo navale, come sviluppato nella Grande Guerra, a Salonicco e ad Atene, in cui il lavoro di cooperazione della Marina Ellenica con la Royal Navy sarebbe di grande valore. Potrebbe essere formato uno staff di controllo combinato, che includa persone con conoscenza locale dei requisiti e delle condizioni di spedizione, forniti di un adeguato ufficio e di assistenza spirituale. Sono richieste assicurazioni di queste strutture e di cooperazione nell’istituzione e nella conduzione di tale organizzazione.

La delegazione britannica, Atene

8 febbraio 1936

* * *

L’ascesa i Iōannēs Metaxas (1871-1941) al potere avvenne gradualmente durante la primavera e l’estate del 1936. Il 13 aprile di quell’anno fu nominato Primo Ministro dal re Giorgio II; e un paio di mesi dopo, il 4 agosto 1936, fu investito dal Sovrano di poteri dittatoriali.

A differenza di Salazar e Franco, Metaxas aveva una chiara ideologia politica. Era, infatti, un brillante ufficiale del Genio che, durante la Prima Guerra Mondiale sosteneva la neutralità della Grecia. A dire il vero, era un filo-tedesco dichiarato; dato, tuttavia, che la Grecia non era in grado di affrontare le potenze dell’Intesa (Gran Bretagna, Francia e Russia), aveva adottato una posizione neutralista. Di conseguenza, entrò in aperto conflitto con Eleutherios Venizelos, l’allora Primo Ministro greco e ardente filo-britannico; fu proprio questo antagonismo a provocare il cosiddetto “scisma nazionale greco” del 1916-1917, cioè la fondazione di due stati greci, uno neutralista e filo-tedesco nel Peloponneso e nella Grecia Continentale e un altro in Macedonia, pro-Intesa, con Salonicco come capitale. [50]

Per combattere i “plutocrati liberali” favorevoli all’Intesa, Metaxas organizzò i gruppi di combattimento di Epistratoi (Riservisti), che potrebbero essere considerati le prime unità fasciste in Europa. [51] Gli Epistratoi riuscirono a respingere le truppe dell’Intesa che tentarono di conquistare Atene nel novembre del 1916. Tuttavia nella primavera dell’anno seguente, a causa della codardia di Costantino re di Grecia, che proprio come Metaxas era neutralista e filo-tedesco ma che alla lotta preferì, sotto pressioni francesi, l’abbandono della Grecia e il volo in Svizzera, la Grecia fu “unificata” sotto la guida di Venizelos, che dunque dichiarò guerra alla Germania e ai suoi alleati.

Nondimeno, Metaxas sopravvisse, e negli anni ’20 entrò nell’arena della politica. Fondò un suo partito politico, l’Eleutherophronon (Liberi Pensatori), ma non riuscì a salire al potere. Tuttavia, dopo il crollo della Prima Repubblica Greca (1922-1935) e la restaurazione della monarchia nella persona di re Giorgio II, la sua sorte cambiò. Per quanto possa apparire paradossale, fu la leadership politica britannica a sostenere il cambio di regime in Grecia, sebbene Giorgio II fosse ritenuto filo-tedesco; ed era la leadership politica del Regno Unito a favorire (anzi, a provocare) l’ascesa al potere di Metaxas.

Come dimostrato dal documento già citato, poco prima dell’ascesa di Metaxas alla carica di Primo Ministro, le acque territoriali greche erano state poste sotto il controllo britannico; e quasi simultaneamente tutti i suoi effettivi o potenziali antagonisti erano morti “accidentalmente” [52] (proprio come era successo con Franco in Spagna). Va da sé che Metaxas non cambiò l’orientamento filo-britannico della Grecia. [53] Al contrario, non appena fu investito di poteri dittatoriali, e nonostante il suo stile e i suoi metodi “fascisti”, eliminò ogni nucleo filo-tedesco all’interno dei quadri governativi e dell’Esercito. [54]

Immagine: Metaxas e Venizelos

Contemporaneamente, le “radicali differenze” tra il regime di Metaxas e quelli di Hitler e Mussolini urono messe in evidenza pubblicamente. [55] Ma il vero punto non è affatto il contrasto tra l’aspetto “fascista” di Metaxas e il suo orientamento filo-britannico. In realtà il punto cruciale è che sapeva già molto bene nel 1936 che un nuovo conflitto mondiale era imminente, [56] che la Grecia sarebbe stata sostenuta dalla Gran Bretagna e dai suoi alleati, [57] e soprattutto previde, già all’inizio dell’autunno del 1940, la sconfitta della Germania e l’annessione del Dodecaneso alla Grecia [58]. E proprio questa previsione risultò, durante l’inverno del 1940-1941, nel conflitto greco-italiano, dove 500.000 soldati greci combatterono contro 100.000 italiani nell’Epiro settentrionale e nell’Albania meridionale. [59]

A prescindere dai fatti, le somiglianze tra le previsioni di Metaxas e quelle di Franco sono sorprendenti, giacché il Caudillo aveva previsto già nel 1937 la dissoluzione dell’Impero Britannico a causa del regime parlamentare. [60] Fu il primo, inoltre, a descrivere (anche se indirettamente) Hitler e Mussolini come “pazzi”, anche se Metaxas lo seguì, [61] e allo stesso modo diede alla parola “Olocausto” il peso ideologico e politico che ha attualmente. [62]

Note

3. La guerra greco-italiana nel 1940-1941

[49] AYE, 1935, A. A. K., 7. (Documento trascritto a mano dall’autore)

[50] La cronaca dettagliata in Dēmētrēs Michalopoulos, Ho Ethnikos Dichasmos. Hē allē diastase Lo Scisma  Nazionale [Greco]. The unseen dimension), Athens: “Pelasgos”, 2012.

[51] Dēmētrēs Michalopoulos, Hē Xechasmenē Epanastasē. Hoi Hellēnes Epistratoi kai ho Agōnas tous, 1916-1920 (La Rivoluzione Dimenticata. I Riservisti greci e la loro Lotta, 1916-1920), Athens: “Pelasgos”, 2014.

[52] Vedere per esempio Kōnstantinos Loulēs, Hē epiviōsē tēs Helladas mesa apo diadochika thaumata. Selides akmēs kai parakmēs tēs Hellēnikēs Historias (Greece’s Survival through Successive Miracles. Greek History’s Pages of Prosperity and Decline), Athens: “Psychogios”, 20189, p. 126.

[53] AYE, 1940, A. 9, I. Metaxas a Nikolaos Politēs, plenipotenziario greco a Parigi, cipher cable No 12002/Α, Athens, May 2, 1940.

[54] Annivas Veliadēs, Metaxas-Hitler: Hellēnogermanikes scheseis stēn Metaxikē diktatoria, 1936-1941 (Metaxas e Hitler. Le relazioni greco-tedesche durante la dittatura di Metaxas, 1936-1941), Athens: “Enalios”, 2003.

[55] D. Kallonas, Iōannēs Metaxas (Athens, 1938), p. 192.

[56] Epameinondas P. Kavvadias, Ho nautikos polemos tou 1940 hopōs ton ezēsa (La Guerra Navale del 1949 come io l’ho vissuta), Athens: “Pyrsos”, 1950, pp. 103-104.

[57] Ibid., p. 104.

[58] I. Metaxas. To prosōpiko tou hēmerologio (Il Diario di I. Metaxas), vol. IV, p. 524.

[59] Geniko Epiteleio Stratou. Dieuthynsis Historias Stratou, Ho hellēnoitalikos polemos, 1940-1941. Hē italikē eisvolē, apo 28 Oktōvriou mechri 13 Noemvriou 1940 (The General Staff. Department of Military History, La Guerra greco-italiana, 1940-1941.L’aggressione Italiana, dal 28 ottobre al 13 novembre, 1941), Athens, 1986, p. 5.

[60]  Fernando Díaz-Plaja, p. 357.

[61] Ibid., p. 355.

[62] Ibid., p. 296.

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