giovedì, Luglio 25, 2024

Lo smart-working di Banksy: street-artist tra le mura di casa e le urla della moglie

Lo smart working non risparmia nessuno, l’intero mondo si è barricato in casa per sfuggire al Coronavirus, nella medesima condizione si trova lo street artist Banksy, la cui arte non conosce più strada, bensì mura di casa.

Un’opera definita claustrofobica e ricca di originalità, tratto inconfondibile dello street-artist britannico. Egli ha postato sul profilo Instagram l’ultima opera: ratti che si rincorrono in uno sporco, disordinato e piccolo bagno. Srotolano la carta igienica, usano il water in maniera scorretta e sprecano il dentifricio.

Inclinano lo specchio, si arrampicano in un bagno opprimente, che per molte persone è quotidianità. Una denuncia velata a chi è costretto a trascorrere 24h su 24h in una terribile, piccola, sudicia casa.

“Mia moglie odia quando lavoro a casa”: il telelavoro forzato

Banksy ha colto con il suo tratto anticonformista uno degli aspetti emersi dalla pandemia di Covid-19: il telelavoro. Difatti, nella didascalia del post visibile su Instagram, con tono sarcastico scrive: “Mia moglie odia quando lavoro a casa”. Non potrebbe essere altrimenti!

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. . My wife hates it when I work from home.

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La pubblicazione dell’immagine avrebbe potuto nuocere al tanto riservato anonimato di Banksy, ma se si riscontano indizi sulla sua identità, sarà solo perché lui ha deciso di fornirli. Già nel 2011 il Daily Mail, un tabloid britannico sostenne che Banksy fosse spostato: non ci sono state smentite, ma una frase su un social non è di certo una conferma.

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