Lo scultore Salvatore Sala e la terra salentina

Una mostra che presenta la produzione recente dello scultore salentino

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scultore Salvatore Sava
Salvatore Sava, I fiori del Colle di Aurio. La trappola, 1999, legno, acciaio, rete metallica, alluminio, ferro, pietra e smalto, 125 × 124 × 23 cm

Sabato 5 febbraio inaugura alla Fondazione Biscozzi Rimbaud di Lecce la mostra dello scultore Salvatore Sava. Classe 1966, l’artista salentino è tra i più significativi della propria generazione in Italia.


Davide Balliano e l’interazione tra pittura e scultura


Ci saranno delle opere mai viste alla mostra di Salvatore Sava?

Saranno per la prima volta presentati i cicli dei “neri” polimaterici, dei lavori in legno, in resina, in fibra di vetro e smalto. L’artista propone collages metallici su cartone che rivelano un volto diverso dello scultore, la cui potenza espressiva è sorprendente. La mostra comprende trentacinque lavori che coprono un ampio arco della produzione di Sava. L’intento del curatore, il Direttore scientifico Paolo Bolpagniè di esporre anche diverse opere di datazione fra gli anni Novanta e oggi rimaste finora inedite. Quindi opere che svelano aspetti e ricerche rimasti in ombra, ma meritevoli di grande attenzione. Ormai proverbiale è infatti il ricorso, nelle sue sculture, al ferro, alla pietra leccese, all’acciaio, più di recente ai colori fluorescenti. In realtà il suo universo comprende anche materiali e media differenti. 

La Fondazione Biscozzi | Rimbaud

Aperta a Lecce dal marzo del 2021 in piazzetta Baglivi, si trova in un palazzetto storico ristrutturato. Annovera opere importanti di grandi nomi italiani e internazionali dell’arte del Novecento. Ci sono: Filippo de Pisis, Arturo Martini, Enrico Prampolini, Josef Albers, Alberto Magnelli, Luigi Veronesi. Inoltre, l’esposizione permanente comprende lavori degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta. Fausto Melotti, Alberto Burri, Piero Dorazio, Renato Birolli, Tancredi, Emilio Scanavino, Pietro Consagra, Kengiro Azuma, Dadamaino, Agostino Bonalumi, Angelo Savelli, Mario Schifano. La mostra è aperta fino al 25 settembre e è un’occasione per vedere la collezione.

Le opere della scultore Salvatore Sava alla Fondazione Biscozzi Rimbaud

Sentieri interrotti del 1998 e Rosa selvatica del 1999 sono presenti nell’allestimento della sede di Fondazione. La coppia di collezionisti Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud, attuale Presidente dell’Istituzione nutrono per Sava una grande ammirazione. Lo storico dell’arte Paolo Bolpagni descrive il lavoro dell’artista. «Centrale è il tema della natura, che però non è  rappresentata, ma emblematizzata in forme pure e talvolta rudi. Vissuta con la consapevolezza  appassionata di chi ha le proprie radici in una terra profondamente “sentita”, il Salento. Perciò anche il dramma della xylella, il batterio che ha distrutto parte dei secolari ulivi, non è evocato in termini retorici, né politici, bensì sofferte e interiorizzato. Le recenti sculture di Salvatore ricordano arbusti disseccati, nei quali la natura vegetale è sostituita da metallo e pietra. Una metamorfosi dovuta ai disastri ambientali che ci minacciano. L’opera possiede una forza singolare e personalissima che rende arduo l’accostamento a modelli».