Lo scultore Jago con Marmo italiano a Ponte Sant’Angelo

La scultura arriva a Roma. Il ricavato della vendita all'asta in aiuto di SOS Mediteranee

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scultore Jago
"Marmo italiano" a Ponte Sant'Angelo a Roma

La scultura Marmo Italiano, è stata realizzata dallo scultore Jago, Jacopo Cardillo, nel 2022 e raffigura un giovane uomo disteso su un fianco. L’opera focalizza l’attenzione su temi quali l’integrazione, l’accoglienza e ci racconta delle sofferenze affrontate da chi è costretto a fuggire dalla propria terra per la guerra. Dopo un mese in mare sulla nave Ocean Vikings di SOS Mediterranee e l’abbraccio dello Stadio Olimpico, ora è a Ponte Sant’Angelo a Roma.


Fondazione Progetto Arca Onlus aiuta i profughi ucraini


Perché posizionare l’opera dello scultore Jago a Ponte Sant’Angelo a Roma?

La creazione è in marmo nero Cattani e a Roma è inserita nel contesto a modi installazione. Il titolo In Flagella Paratus Sum ricorda la frase inscritta nel basamento dell’Angelo del Primo Flagello. Si tratta di una delle dieci differenti statue che accompagnano il percorso e raccontano la Passione di Cristo. Nel crocevia tra l’antica prigione della capitale e la Basilica di San Pietro, l’opera si affranca quindi dalle acque, in attesa di un approdo sicuro. Il futuro di Marmo Italiano è incerto, come lo è per tutti coloro che affrontano l’incognita del viaggio.

Un’iniziativa benefica

Il ricavato dell’opera, che sarà venduta all’asta con un valore stimato di 1.250.000 €, sarà devoluto alla SOS Mediteranee per aiutare i profughi. L’associazione umanitaria e marittima supporta le operazioni di salvataggio dei profughi che si spostano verso l’Europa lasciando paesi in cui vivono in condizioni disumane. Dal 2016 con le navi Acquarius prima e poi Ocean Viking ha salvato 36mila persone.

Lo scultore Jago

Nasce a Frosinone nel 1987, dove ha frequentato il liceo artistico e poi l’Accademia di Belle Arti (lasciata nel 2010). La sua ricerca artistica fonda le radici nelle tecniche tradizionali. JAGO utilizza il marmo come materiale nobile, ma tratta temi fondamentali dell’epoca che vive. Quindi instaura un rapporto diretto con il pubblico mediante l’utilizzo di video e dei social network per condividere il processo produttivo. A 24 anni, su presentazione di Maria Teresa Benedetti, è selezionato da Vittorio Sgarbi per partecipare alla 54a edizione della Biennale di Venezia. Ha esposto alla rassegna il busto in marmo di Papa Benedetto XVI (2009) che gli è valso la Medaglia Pontificia. La scultura giovanile è poi rielaborata nel 2016, col nome di Habemus Hominem che diventa uno dei suoi lavori più noti.

Un’opera di Jago nello spazio

Dal 2016, anno della sua prima mostra personale nella Capitale, ha vissuto e lavorato in Italia, Cina e America. È professore ospite alla New York Academy of Art, dove ha tenuto una masterclass e diverse lezioni nel 2018. A seguito di un’esposizione all’Armory Show di Manhattan, JAGO si trasferisce a New York dove inizia la realizzazione del Figlio Velato. L’opera è esposta permanentemente all’interno della Cappella dei Bianchi, nella chiesa di San Severo Fuori le Mura a Napoli. Nel 2019, in occasione della missione Beyond di ESA, JAGO è il primo artista a aver inviato una scultura in marmo sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’opera, intitolata The First Baby e raffigurante il feto di un neonato, è tornata sulla Terra a febbraio 2020 sotto la custodia del capo missione, Luca Parmitano.

Look Down

Nel novembre dello stesso anno realizza l’installazione Look Down collocata in Piazza del Plebiscito a Napoli. Successivamente è esposta nel deserto di Al Haniyah a Fujairah (UAE). L’1 ottobre 2021 JAGO posiziona la sua Pietà nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, in Piazza del Popolo a Roma. Infine, il 12 marzo 2022 inaugura la mostra JAGO – The Exhibition a Palazzo Bonaparte all’Urbe.

Immagine da cartella stampa.