Lo scioglimento dei ghiacciai può risvegliare virus di 15mila anni fa

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Una ricerca condotta da scienziati cinesi e statunitensi presso l’Altopiano tibetano, durata ben 5 anni e condotta su campioni di ghiaccio vecchi di 15mila anni, ha riportato alla luce 33 virus fino ad oggi intrappolati nei ghiacciai, di cui la maggior parte sconosciuti al mondo scientifico.

Lo scioglimento dei ghiacciai, causato dal surriscaldamento globale, dunque comporta rischi altissimi per la salute. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica bioRxiv.

I risultati della ricerca preoccupano gli studiosi perché questi virus potrebbero essere rilasciati nell’aria, nell’acqua e nel suolo proprio a causa del continuo scioglimento di uno dei ghiacciai più vasti al mondo.

La ricerca

Sono stati esaminati diversi strati del ghiacciaio, a partire da quelli superficiali fino ad arrivare a 50 metri di profondità, raggiungendo quelli formatisi 15mila anni fa. Le tecniche utilizzate, genetiche e microbiologiche, sono, secondo gli scienziati, affidabili e non lasciano margine di dubbio.

Sono state analizzate anche le acque superficiali della zona, confrontando i DNA trovati e identificando 18 virus presenti solo nelle profondità glaciali.

Della ricerca non è ancora stata certificata l’idoneità, pertanto gli scienziati protagonisti non si sono espressi sulla loro recente scoperta.

Cosa dicono gli scienziati che hanno condotto lo studio

Qualche notizia in più viene rilasciata da Scott Rogers, professore presso la Bowling Green State University e scrittore del libro “Scongelare antichi microbi: genomi emergenti in un mondo più caldo”, il quale afferma “questa situazione potrebbe scatenare una piaga incurabile che potrebbe compromettere l’esistenza della vita sul pianeta. I pericoli racchiusi nel ghiaccio sono reali e, se continuano a sciogliersi i ghiacciai in tutto il mondo, aumentano anche i rischi derivanti dal rilascio di microbi patogeni nell’ambiente”.

Poi, Lonnie Thompson, uno degli scienziati autori della scoperta, rivela che “il ghiaccio ospita diversi microbi, ma i virus associati e il loro impatto sui microbiomi del ghiaccio sono ancora inesplorati”.

Precedenti nella storia

Il grado di preoccupazione è elevatissimo, in quanto viene ipotizzata una vera e propria apocalisse, di cui si è minimamente parlato già nel 2016, quando, a causa dello scioglimento del permafrost, delle particelle di antrace sono state liberate nell’atmosfera, causando tra gli abitanti di regioni remote della Siberia un piccolo focolaio di antrace, appunto, una malattia potenzialmente fatale per l’uomo. Circa 2000 renne risultarono infette, decine i contagiati e un bambino perse la vita. La causa della malattia anomala, secondo gli scienziati, fu proprio lo scioglimento del ghiaccio, ma l’ipotesi non vi fu mai effettivamente dimostrata né certificata.

L’attenzione dunque resta alta e gli scienziati andranno avanti nella ricerca.

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