Lo scimpanzè e la giornata mondiale dei primati

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La giornata mondiale dello scimpanzè

Lo scimpanzè, è un animale che rischia l’ estinzione, e nasce la giornata mondiale dello stesso, che si celebra il 14 luglio di ogni anno, per opera della ricercatrice Jane Goodall. Lo studio di Goodall sui primati, sostiene i progetti ambientali, per sensibilizzare la collettività, sul pericolo di estinzione dell’ animale. Inoltre, l’ evento pone i riflettori sulla salvaguardia, tutela e protezione, della specie selvatica ed in cattività dello scimpanzè, del Parco Internazionale di Gombe, in Tanzania. Gli scienziati che studiano i primati, prevedono nel 2030, una riduzione del 10% del loro habitat naturale, e rimangono in tutto, solo 350.000 esemplari.  

Lo scimpanzè ed il genere

Giornata mondiale dello scimpanzé

Lo scimpanzè comune ed il bonobo, sono le uniche due specie del genere Pan. Tuttavia, il biologo Jared Diamond, sostiene che la distinzione dei generi Homo e Pan, sia incongruente, e identifica lo scimpanzè comune, come Homo troglodytes, mentre il bonobo come Homo paniscus. Alcuni scienziati, vedono la parentela tra scimpanzè ed Homo sapiens, altri pensano che il termine Homo sapiens, non sia corretto. A ragion per cui, ci sono diversi studiosi che utilizzano il termine Pan, per la classificazione del genere dello scimpanzè.

Aspetto e caratteristiche dello scimpanzè

Gli scimpanzè, sono animali alti dagli 80 ai 130 cm, sulle quattro zampe, i maschi pesano sui 65 kg e le femmine intorno ai 45 kg, inoltre i maschi dalle zampe posteriori se si alzano, raggiungono un’ altezza di 160 cm, mentre le femmine arrivano a 130 cm. Il colore del pelo è scuro quasi nero, ma esistono anche casi di primati albini. Gli scimpanzè, sono animali che vivono in branchi, di maschi, femmine e piccoli. Un comportamento sociale dei primati importante, è lo spulciamento reciproco, una delle azioni più frequenti. L’ alimentazione dello scimpanzè è vegetariana, poiché si nutre di: frutta, semi, fiori, gemme, steli, corteccia, resina, miele, insetti, uccelli, uova ed anche piccoli mammiferi.

Pan paniscus e filogenesi

Con il bonobo, lo scimpanzè appartiene ad un ceppo evolutivo della specie umana, poiché è un antenato, da cinque milioni di anni.  Ciò nonostante, dal punto di vista genetico, il  DNA dello scimpanzè, corrisponde al 98% con quello umano, con ventiquattro coppie di cromosomi. Il National Human Genome Research, sostiene che il genoma dello scimpanzè dello 0,4%, diverge dal genoma del bonobo, che si trova da un milione di anni,  nella zona del fiume Congo. Inoltre, la diversa serie del DNA, tra genere umano e scimpanzè, è di quasi 35 milioni di modifiche del singolo nucleotide, e varie modifiche cromosomiche.

Il materiale genetico

La correlazione proteica tra uomo e scimpanzè, differisce solo per due aminoacidi. Inoltre, il 30% delle proteine umane, sono uguali nella sequenza, alle proteine del primate. Tuttavia, piccole parti di cromosomi raddoppiate nel tempo, sono la causa delle differenze genetiche tra umani e primati. A ragion per cui, circa il 2,7% di genomi odierni, provano le diversità genetiche, durante i sei milioni di anni, nel periodo evolutivo. Il genetista David Reich dell’ Harvard Medical School, denota una serie di reincroci , nell’ origine evolutiva, tra umani ed antropomorfi.

Elementi in comune tra uomo e scimpanzè

La composizione del DNA, tra uomo e scimpanzè, differisce soltanto dall’ 1%, e sono simili anche il sistema immunitario ed i componenti del sangue. D’ altra parte, uno scimpanzè per l’ aspetto biologico, assomiglia più all’ uomo, che al gorilla. La scienza propone l’ inclusione del primato, nel genere umano, con l’ attenzione alle somiglianze, col nome di Homo Trogloytes.

Il cervello

L’ anatomia del cervello e del sistema nervoso centrale dei primati, è molto simile a quello umano. Di conseguenza, scimpanzè, gorilla e bonobi, utilizzano l’ intelletto, per unirsi ad un gruppo, oppure per usare differenti attrezzi. Ma i primati, dimostrano anche di essere capaci, nella fabbricazione primitiva di utensili, che impiegano per diverse funzioni.

Il linguaggio

Gli scimpanzè in cattività, apprendono il linguaggio americano dei segni, e ne imparano anche più di 300. A ragion per cui, i primati si dimostrano abili nel calcolo, sono capaci di ragionare, rappresentare dei simboli, e provano emozioni. I biologi e gli scienziati che lavorano con gli scimpanzè, sostengono che essi, sono capaci di provare sentimenti come: gioia, disperazione, paura, dolore, tristezza. Inoltre, i primati conoscono sia il dolore mentale che fisico. Ma le somiglianze più forti, tra uomo e primate, ci sono nel linguaggio non verbale, come: usare bastoni, lanciare i sassi, darsi la mano, baciare ed abbracciare.

L’ infanzia dello scimpanzè

Come l’ uomo, anche lo scimpanzè, vive l’ infanzia  per i primi cinque anni, dove si nutre dal grembo materno e dorme. Nei primati, con l’ ultimo nato, il maggiore resta dipendente dalla madre ancora per tre o quattro anni, ma tali legami, possono continuare per tutta la vita. I primi anni di vita, sono importanti sia per l’ uomo che lo scimpanzè, che deve imparare tutto. Nel caso peggiore in cui la madre muore, il piccolo non sopravvive. Tuttavia, I fratelli maggiori, si prendono cura degli scimpanzè più piccoli orfani.

Aspetto biologico

Gli scimpanzè sono talmente simili all’ uomo, da poter riscontrare tutte le malattie infettive umane. A ragion per cui, la scienza studia da sempre i primati, per migliorare la ricerca anche nell’ uomo. Ciò nonostante, gli studiosi iniziano a credere che le similitudini del comportamento, attività cerebrale ed emotiva, sono davvero incredibili.

Differenze tra uomo e primate

La scienza con lo studio dei primati, individua nello scimpanzè, la mancanza di un linguaggio verbale, caratteristica che invece è presente nell’ uomo. Il linguaggio verbale, rappresenta la cultura dello stesso, e l’ intelletto umano, sminuisce quello del primate. In quanto alle differenze fisiche, lo scimpanzè non ha la postura eretta dell’ uomo, e l’ anatomia di mani e piedi presenta molte diversità.

Jane Goodall e biografia

Dame Valerie Jane Morris Goodall, nasce il 3 aprile 1934 a Londra, ed  è un’ etologa ed antropologa inglese. Inoltre, Goodall è una ricercatrice del comportamento sociale e familiare dello scimpanzè, del Parco Gombe. L’ antropologa, è a capo del Jane Goodall Institute, per lo studio e la protezione dei primati, in molte zone del mondo. Nel 1957, Goodall, conosce il paleoantropologo Louis Leakey, col quale studia i primati del Gombe Stream Chimpanzee Reserve, a luglio del 1960. In seguito, Goodall, consegue il dottorato in etologia, all’ Università di Cambridge, ed inizia l’ attività di scienza e ricerca. La scienziata, sposa Derek Bryceson, che è il direttore dei parchi nazionali del Paese, e membro del parlamento della Tanzania.

Jane e le cause ambientaliste

La ricercatrice inglese, si occupa dei progetti a sostegno dell’ ambiente, ed umanitari, e dimostra un impegno politico, sociale e scientifico, per cui ottiene molti riconoscimenti. Di conseguenza, Jane Goodall, riceve: la medaglia della Tanzania, il premio di Kyoto, la medaglia Benjamin Franklin, ed il premio Gandhi- King. Nel 2002, Kofi Annan, nomina Goodall Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Inoltre, nel 2011, Jane Goodall riceve il titolo di Grande Ufficiale dell’ Ordine al merito della Repubblica Italiana.

I risultati scientifici di Jane Goodall

L’ antropologa Jane Goodal, è conosciuta nel mondo, per la sua attività di ricerca scientifica sugli scimpanzè del Parco Gombe, in Tanzania. Gli studi di Goodall, provano risultati basilari, sul comportamento ed apprendimento sociale, dei primati. Tuttavia, la ricercatrice distingue le differenze tra scimpanzè e bonobo, e classifica le specie nella famiglia degli ominidi. Nel 1977, Goodall crea il Jane Goodall Institute, cioè un’ organizzazione, che studia e protegge gli scimpanzè. Il JGI si compone di diciannove uffici, che sono distribuiti in diversi Paesi, in cui sostiene lo sviluppo e la protezione ambientale in molte zone dell’ Africa.

Jane Goodall oggi

Attualmente, Goodall impiega il suo tempo nella difesa degli scimpanzè, ed è tra i  ricercatori del Progetto Grandi Scimmie Antropomorfe, che ha l’ obiettivo di ottenere per i primati,  i diritti necessari con il riconoscimento internazionale. In primatologia, Goodall scopre che gli scimpanzè, sono capaci di usare utensili come: gli stecchini per pescare le termiti nei loro nidi, le larve nelle cavità degli alberi, il miele dagli alveari, e l’ uso di pietre o sassi per rompere i gusci più duri. Inoltre, Goodall porta alla conoscenza, anche le capacità di caccia che i primati sono in grado di fare, ai danni dei colobi ferruginosi.

La distinzione di Jane Goodall nella ricerca

L’ antropologa inglese, si differenzia dagli studiosi tradizionali, per il fatto che non interferisce nei gruppi di primati che studia, ed ad ogni esemplare di scimpanzè, attribuisce un nome, anziché dare dei codici.