Lo sciacallo dorato in Italia e l’espansione verso ovest

Un nuovo avvistamento dello sciacallo dorato conferma la sua espansione anche nel settore occidentale dell'Italia.

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sciacallo dorato

Nuovo avvistamento in Italia per lo sciacallo dorato (Canis aureus), sta volta nel Parco del Po. Attualmente, questo, è l’avvistamento più occidentale di questo canide che dagli anni 80, dall’Europa dell’est, si sta diffondendo nei nostri territori.

La specie è attualmente segnalata in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino, Emilia Romagna e Lombardia e, da adesso, anche in Piemonte.

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sciacallo dorato

Canide di piccola taglia (tra i 12 e i 13 kg di peso) lo sciacallo dorato è un onnivoro opportunista che si nutre un po’ di tutto ciò che riesce a trovare.

Dalle carcasse alla frutta, dai piccoli animali ai rifiuti umani: sono animali molto adattabili che sopravvivono in una quantità di ambienti e situazioni anche molto diversi tra loro.

Attualmente si stima che in Italia vivano circa 80 esemplari in un areale che ricopre le regioni citate all’inizio dell’articolo.

Vivono principalmente da soli finche non trovano una compagna o il compagno con cui formano una coppia duratura.

Non rappresenta un pericolo per il bestiame di grossa e media taglia per via delle ridotte dimensioni e della sua alta elusività.

Da quando fu avvistato la prima volta in Italia, nel 1984, lo sciacallo dorato si è diffuso sempre più nel nostro territorio arricchendo l’attuale biodiversità italiana.

Alcune insidie nel cammino delle sciacallo dorato

Tuttavia, l’espansione della specie ha affrontato, e deve tutt’ora, affrontare alcuni ostacoli.

Molti ancora muoiono investiti lungo le strade o peggio avvelenati dalle esche piazzate da allevatori o bracconieri, nonostante lo sciacallo sia specie protetta su tutto il nostro territorio.

Benefici o danni da parte del nuovo arrivato?

Lo sciacallo dorato si rivela un ottimo alleato nella lotta contro uno dei mammiferi alloctoni più diffuso in Nord e Centro Italia: la nutria.

Infatti, dove vive lo sciacallo, il numero di questi roditori si è estremamente ridotto dal momento che vengono cacciati attivamente da questo canide.

Per quanto riguarda i possibili danni per il bestiame domestico gli unici animali a poterci rimettere sono avicoli o cuccioli di alcune specie come capre e pecore ma generalmente i normali sistemi di dissuasione come reti e ricoveri chiusi e protetti sono più che sufficienti per evitare una convivenza spiacevole.

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