Lo scandalo dei 49 milioni confiscati alla Lega: tutte infondate le querele proposte dal leader leghista

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L’Espresso vince su Salvini, sbugiardato dai giudici sullo scandalo dei 49 milioni confiscati alla Lega ma in gran parte spariti.

Questo è quanto fa sapere in una nota proprio L’Espresso che riporta “Tutti i magistrati competenti hanno infatti dichiarato completamente infondate le querele per diffamazione proposte (e pubblicizzate) dal leader leghista, quando era ancora ministro dell’Interno, dal suo vice, Giancarlo Giorgetti, già sottosegretario alla presidenza del consiglio, e dal tesoriere del partito, l’onorevole Giulio Centemero. La sentenza dei giudici spiega che il lavoro dei giornalisti dell’Espresso rappresenta «indiscutibilmente» un esempio di «giornalismo d’inchiesta», che secondo la Cassazione va considerato «l’espressione più alta e nobile dell’attività d’informazione»”.

E si elogiano le motivazioni del provvedimento secondo cui “«con il giornalismo d’inchiesta l’acquisizione delle notizie avviene autonomamente, direttamente e attivamente da parte dei professionisti e non mediata da fonti esterne mediante la ricezione passiva di informazioni».”

Secondo il Gip sussistono tutti i presupposti per accogliere la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, in quanto i contenuti degli articoli reputati diffamatori sono il risultato dell’attività d’inchiesta svolta, limitatasi alla ricostruzione della gestione delle finanze del partito leghista, attraverso la raccolta di informazioni e documenti che non si sono sostanziati in attacchi ingiustificati né al partito né ai suoi rappresentanti. Nulla di diffamatorio dunque nell’attività d’inchiesta dei giornalisti coinvolti, peraltro elogiata dai magistrati.

“ I giornalisti dell’Espresso vanno quindi assolti con formula piena perché hanno pubblicato solo informazioni «verificate» e «documentate», di «indubbio interesse pubblico» ed esposte «con correttezza», con tutti i crismi del diritto-dovere di cronaca”.

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