Di Dimitris Michalopoulos

Traduzione di Luigi Tramonti

Continua dalla Prima Parte

2. Franco e la Gran Bretagna: un’enigmatica simpatia nascosta

Prima dello scoppio della Guerra Civile Spagnola, Francisco Franco y Bahamonde era soprannominato “Miss Islas Canarias” dai suoi colleghi [13] perché era un ufficiale militare valoroso e competente, ma nulla più. In realtà, era personalità estranea alla politica. [14] Questo è il motivo per cui Adolf Hitler era rimasto talmente sorpreso dal suo ascendente che avrebbe dichiarato che “Franco fu trovato in cima alla Spagna come Ponzio Pilato in cima al Credo: nessuno sa come sia finito lì.” [15]

Immagine: un giovane Francisco Franco

Lasciamo da parte la questione di Pilato, dal momento che la sua soluzione si trova nella sintassi del testo greco del Credo. Per quanto riguarda l’ascesa al potere di Franco, tuttavia, la spiegazione sta nella morte di tre leader militari spagnoli, vale a dire Amado Balmes Alonso, José Sanjurjo ed Emilio Mola Vidal. Il primo di questi era il governatore ad interim del distretto di Las Palmas, nelle Isole Canarie; la sua morte accidentale e inaspettata, il 16 luglio 1936, diede a Franco un buon pretesto per lasciare Tenerife, dove era stato posto a guardia, e procedere verso Las Palmas, da cui era semplice il passaggio in Marocco [16]. Il futuro Caudillo raggiunse l’Africa su un aereo britannico [17] e lì il Brigadiere Generale dell’Aeronautica, Alfredo Kindelán Duany, un famigerato filo-britannico, gli mostrò come organizzare il primo ponte aereo della Storia, grazie al quale le ben addestrate truppe del Marocco spagnolo vennero trasferite dall’Africa all’Europa. [18]

A prescindere da ciò, dopo la morte di Alonso fu il turno di José Sanjurjo ed Emilio Mola Vidal. Il primo era il cosiddetto leader tradizionale dell’insurrezione militare in Spagna; [19] tuttavia, morì nel luglio del 1936 in un misterioso incidente aereo [20] prima di assumere formalmente le sue funzioni. [21] Emilio Mola, El Director, inoltre, popolare nelle zone tradizionaliste spagnole, [22] colui che praticamente prese su di sé il fardello di organizzare l’insurrezione del 1936 [23] e assicurò il ripristino della vecchia bandiera monarchica spagnola a due colori, [24] morì nel 1937 in un altro misterioso incidente aereo. [25] E così Franco si trovò ai vertici della Spagna Nazionalista prima [26] e dell’intera Spagna poi, grazie all’iniziativa di un altro generale, Miguel Cabanellas, il leader teorico della Junta de Defensa Nacional, che coordinava le armate nazionaliste (ed era anche un noto massone). [28] È molto importante tenere a mente che Cabanellas era stato spinto ad elevare Franco al comando supremo della Spagna Nazionalista dal Brigadier Generale Kindelán. [29]

Immagine: miliziani franchisti eseguono il “saluto fascista”

Tuttavia, non era abbastanza. Franco aveva bisogno di essere assistito in molti modi. Il governo britannico, quindi, non tardò a riconoscere i militari che si erano ribellati contro la Repubblica Spagnola come “belligeranti”, anche se, legalmente parlando, erano solo “ribelli” [30] e, di conseguenza, le autorità britanniche posero sotto embargo tutte le vendite di armi per entrambi i “belligeranti”. [31] Va da sé che tale embargo era a danno eminentemente del governo repubblicano; perché i “Rossi” avevano bisogno di armi, mentre i loro avversari no. [32] È degno di nota, tuttavia, che, a causa delle pressioni esercitate dal governo francese gli inglesi dichiararono in seguito di non riconoscere il governo nazionalista [33]. Eppure, in pratica, il Regno Unito mantenne l’embargo sulle vendite di armi agli spagnoli, fossero essi “nazionalisti o rossi” [34], e così facendo la diplomazia britannica continuò a favorire i franchisti. [35]

Immagine: Il Caudillo Francisco Franco

Comunque sia, il governo franchista fu ufficialmente riconosciuto dal Regno Unito solo nel febbraio del 1939. [36] Eppure, un tale ritardo era soltanto uno specchietto per le allodole; perché, nei fatti, e nonostante le proteste provenienti di molti, i nazionalisti di Franco sono sempre stati considerati “belligeranti” dal governo del regno Unito. [37]

Per paradossale che possa sembrare, l’Estado Nuevo di Francisco Franco [38] non fu fascista [39]. Né la Falange, dopo la morte di José Antonio Primo de Rivera e l’imprigionamento di Manuel Hedilla Larrey, né i Carlistas avevano un vero ruolo politico nel regime. [40] Bisogna sempre ricordare a questo proposito l’immortale aforisma di Franco:

 Sono qui perché non capisco nulla di politica e non sono un politico. Questo è il mio segreto. [41]

Ecco perché, nella primavera del 1939, il plenipotenziario britannico a Madrid affermava Urbi et Orbi che, nell’imminente conflitto mondiale, la Spagna doveva rimanere neutrale [42]. Lo stesso Franco, inoltre, aveva dichiarato le sue intenzioni strettamente neutraliste già nel 1936, in un colloquio con Philippe Pétain, Maresciallo di Francia. [43] Inltre, nel luglio del 1939, Franco rifiutò categoricamente l’alleanza della Spagna con le Potenze dell’Asse [44] e, di conseguenza, un paio di settimane dopo, ottenne una delle ricompense prospettategli. [45] Un prestito di un miliardo di pesetas sarebbe stato offerto alla Spagna da Francia e Gran Bretagna. [45] Considerato che, tuttavia, le due potenze democratiche non potevano aiutare un Paese “fascista”, il denaro era stato inizialmente ceduto al Portogallo e poi inoltrato alla Spagna dall’amministrazione Salazar sotto la facciata di un prestito portoghese [46].  L’obbligo che Franco doveva osservare era la neutralità del suo Paese nell’imminente Guerra Mondiale. [47] E questo chiaramente avvantaggiò gli Alleati più che le Potenze dell’Asse. [48]

Immagine: la Sentinella dell’Occidente nei suoi ultimi anni

Note

2. Franco e la Gran Bretagna: un’enigmatica simpatia nascosta

[13] Pío Moa, Los mitos de la Guerra Civil (Madrid: La esfera de los libros, 2004), p. 181.

[14] Javier Tusell, Franco en la Guerra Civil: Una biografía política (Barcelona: Tusquets Editores, 2006), pp. 18, 39, 41.

[15] Colloqui dell’autore con gerarchi del regime franchista nei secondi anni ’80.

[16] Hugh Thomas, The Spanish Civil War, vol. I. tradotto in Greco da Alikē Geōrgoulē and Takēs Mendrakos (Athens: Tolidēs, 1971), p. 225. Cf. https://es.wikipedia.org/wiki/Amado_Balmes (consultato il 21 luglio 2018).

[17]  https://es.wikipedia.org/wiki/De_Havilland_D.H.89_Dragon_Rapide (consultato il 21 luglio 2018).

[18] Pío Moa, Los mitos de la Guerra Civil, p. 219 (note).

[19] Javier Tusell, pp.29, 32.

[20] Vedere il quotidiano El Socialista (Madrid), 21 luglio, 1936, p. 3.

[21] Luis Romero, L’aube de la guerre d’Espagne. Tradotto in francese da Daniel A. Toledano (Paris: Robert Laffont, 1969), pp. 472-475.

[22] Josep Carles Clemente, Los Carlistas (Madrid: Ediciones Istmo, 1990), p. 170.

[23] Javier Tusell, p. 30.

[24]  Ibid, p. 29.

[25] Hugh Thomas, The Spanish Civil War, vol. II. Tradotto in Greco da Alikē Geōrgoulē (Athens: Tolidēs, 1971), p. 221.

[26] Ibid. La cerimonia avvenne il 1 ottobre 1936 (día del Caudillo). (AYE, 1939, Α/13/2, Per. Iak. Argyropoulos al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 1032, San Sebastian, Οctober 5, 1939.)

[27] Vedere il quotidiano El Norte de Castilla (Valladolid), 24 luglio 1936, p. 1.

[28] César Vidal, Los Masones. La sociedad segreta más influente en la Historia (Barcelona: Planeta, 2006), p. 367; Pío Moa, Los mitos de la Guerra Civil, p. 562; Alfredo Semprún, El crimen que desató la Guerra Civil (Barcelona : Debols!llo, 2006), p. 115.

[29]  Javier Tusell, p. 70.

[30] AYE, 1936, 1. 1, Charalampos Simopoulos, plenipotenziario greco a Londra, al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 2287/St/36, London, August 31, 1936.

[31] AYE, 1936, 1. 1, Ch. Simopoulos al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 2614/St/36, London, October 8, 1936.

[32] Ibid.

[33] AYE, 1936, 56. 3, Sp. N. Marketēs, plenipotenziario greco a Parigi, al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 3853, Paris, November 26, 1936.

[34] Ibid.

[35] Cf. Javier Tusell, p. 251.

[36] AYE, 1939, A/13/2, Ch. Simopoulos a I. Metaxas, dispatch No 749/St/39, London, March 2, 1939.

[37] Fernando Díaz-Plaja, La Guerra de España en sus documentos (Barcelona: Plaza & Janes, 1972), p. 234.

[38] Josep Carles Clemente, Los Carlistas, p. 170.

[39] Cf. Ronald Radosh, Mary R. Habeck, Grigory Sebastianov (eds.), Spain Betrayed. The Soviet Union in the Spanish Civil War (Yale University Press, 2001), p. 97, document No 27.

[40] AYE, 1939, Α/13/2, , Per. Iak. Argyropoulos al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 8779, San Sebastian, July of 1939; Josep Carles Clemente, Los Carlistas, p. 170.

[41] Estoy aquí porque no entiendo de política ni soy un político. Éste es mi secreto.See P. Preston, Las tres Españas del 36, p. 46.

[42] AYE, 1939, Α/13/2, Per. Iak. Argyropoulos al Ministero degli Esteri Greco, cable No 711, San Sebastian, April 18, 1939.

[43] Javier Tusell, pp. 251-252.

[44] AYE, 1939, Α/13/2, Per. Iak. Argyropoulos al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 8779, San Sebastian, July of 1939; il plenipotenziario greco a Budapest al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 1155/D/4, Budapest, July 28, 1939.

[45] AYE, 1939, Α/13/2, Per. Iak. Argyropoulos al Ministero degli Esteri Greco, dispatch No 906, San Sebastian, August 17, 1939.

[46] Ibid.

[47] Ibid.

[48] Pío Moa, Contra la mentira (Barcelona : Debolsillo, 2006), p. 207.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here