Liz Cheney cacciata dalla leadership GOP della Camera

La figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney è “colpevole” di essere anti-Trump

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Liz Cheney

In America, mentre i democratici “progressisti” passano il loro tempo a distruggere i moderati e ad attaccare tutti quelli che non la pensano come loro, i repubblicani hanno inflitto il colpo definitivo al proprio partito. Il 12 maggio infatti passerà alla storia come il giorno in cui il partito repubblicani si è definitivamente inchinato a Re Donald. I rappresentati alla Camera GOP hanno votato per estromettere Liz Cheney, terza carica del partito repubblicano alla Camera, “colpevole” di essere anti-Trump. Cheney, convinta conservatrice, è figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney. Falco in politica estera, conservatrice in quella interna, attenta – grazie anche alla sorella Mary, dichiaratamente gay – ai diritti civili, Liz Cheney ha il pedigree della repubblicana un tempo perfetta e inattaccabile dai suoi e attaccata dai democratici. Oggi, sono questi ultimi gli unici che la difendono in nome della Costituzione e degli ideali degli Stati Uniti.

Liz Cheney cacciata dalla leadership GOP?

Liz Cheney, terza carica del partito repubblicano alla Camera dei rappresentanti del Congresso, è stata rimossa dal suo incarico per aver osato a criticare l’ex presidente Donald Trump. Il 12 maggio passerà alla storia come il giorno in cui il partito repubblicano si è inchinato definitivamente a The Donald. Il partito, appartenuto a Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt e Ronald Reagan, ora si è trasformato nel movimento populista e trumpista. La decisone di estromettere Cheney è stata presa dopo che la deputata ha criticato Trump. Ha inoltre evidenziato che il GOP è diventato il partito delle bugie.  

Cheney, ha tenuto un discorso alla Camera che si è rivelato una vera e propria dichiarazione di guerra ai leader del GOP. Ha affermato: “La libertà sopravvive solo se la proteggiamo. Dobbiamo dire la verità, le elezioni non sono state ‘rubate’, l’America non è ‘fallita’. Non resterò a guardare in silenzio mentre altri guidano il nostro partito lungo un percorso che abbandona lo stato di diritto e si unisce alla crociata di Trump per minare la nostra democrazia”. Ha poi detto: “Farò qualunque cosa che è nelle mie possibilità per evitare che l’ex presidente Trump possa di nuovo avvicinarsi in qualunque maniera allo Studio Ovale”. Cheney ha sottolineato il suo impegno a guidare la battaglia per creare un partito repubblicano più forte e senza Trump.

Trump fa sentire la sua voce

Prima del voto per estromettere Cheney, Trump ha fatto sentire la sua voce. The Donald ha dichiarato: “Liz Cheney? Una leader mediocre, un importante argomento di conversazione democratico, una guerrafondaia, una persona assolutamente senza personalità o cuore. Rappresentante del grande Stato del Wyoming, Liz Cheney è un male per il nostro Paese e per se stessa. Quasi tutti nel partito repubblicano, compreso il 90% del Wyoming, non vede l’ora di cacciarla, io compreso”. 

Molti repubblicani minacciano la scissione

Secondo i media americani, oltre cento repubblicani anti-Trump minacciano la scissione, uscendo dal partito per fondarne uno nuovo. Una lunga lista di membri del Grand Old Party – inclusi ex governatori, membri del Congresso ed ex funzionari eletti – ha preparato una lettera manifesto in cui si afferma la volontà di volersi liberare dalla morsa dell’ex presidente. Uno dei repubblicani che minaccia di fondare un nuovo partito è Miles Taylor, l’ex funzionario dell’amministrazione Trump che l’anno scorso ha rivelato di aver scritto l’editoriale del New York Times del 2018, inizialmente anonimo, intitolato “I Am Part of the Resistance Inside the Trump Administration“.

Taylor ha detto a Reuters: “Il Partito Repubblicano è rotto. È tempo per una resistenza dei ‘razionali’ contro i ‘radicali’. Siamo pronti per uscire e combattere contro gli elementi radicali nel partito per cercare di eliminare quegli elementi dall’interno del GOP e della nostra politica nazionale e per cercare di investire nella pro-democrazia”.

Reuters ha notato che tra i firmatari della lettera ci sono ex governanti repubblicani. Tom Ridge della Pennsylvania e Christine Todd Whitman del New Jersey, nonché l’ex segretario ai trasporti del presidente George W. Bush, Mary Peters, e gli ex rappresentanti del GOP Charlie Dent, Barbara Comstock, Reid Ribble e Mickey Edwards.


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