L’Italia: no al Green Pass nel lavoro, scioperi e proteste

0
453

L’Italia: oggi entra in vigore il Dpcm firmato da Draghi, sull’obbligo del Gren Pass nei luoghi di lavoro. In tutta Italia, manifestazioni e scioperi per dire no alla certificazione verde. Il duello tra il popolo e il governo è aperto, anche se le tv e i giornali ignorano o sminuiscono ciò che avviene.

L’Italia ferma dalle proteste

Circa il 30% dei lavoratori italiani non vuole il Green Pass nel lavoro. Tra questi non ci sono solo i non vaccinati ma anche chi lo ha già fatto. Ma dopo mesi di manifestazioni, dove centinaia di migliaia di persone sono scese nelle piazze pacificamente e mentre l’attacco alle sedi dei sindacati, il 9 ottobre, studiato a tavolino da quattro “fascisti” che rappresentano lo 0,01% del paese, fa più notizia su tv e giornali, il popolo rimane inascoltato. Oggi, partendo dal porto di Trieste, Genova e Ancona si è svolta la manifestazione, alla quale si sono aggiunte anche tante piazze italiane.

Green Pass: Cosa cambia per i lavoratori?

Tutte le categorie unite per: l’Italia

Stefano Puzzer è il leader della protesta dei portuali di Trieste, alle 13.30 indice una conferenza stampa e lancia un’accusa: “Adesso, e questo è molto grave, lo stato italiano ha fatto istigazione alla violenza. Dare i tamponi gratuiti a una categoria solo perché ha sbattuto i pugni ha creato quel coraggio nelle altre categorie che ora le hanno portate qui. Adesso andremo avanti fino alla cancellazione del Green Pass”. Puzzer ha contestato anche chi dice che questa manifestazione non è stata utile per bloccare il porto. “Ottocento lavoratori sono fuori e un centinaio dentro, di fatto il porto oggi non sta funzionando”. Michele Bussoni, un altro portuale, spiega: “Che il porto non funzioni si capisce dalle gru ferme e dal fatto che alcune navi sono spostate in altri porti”. 

Ricatti sui lavoratori del porto di Trieste

Puzzer ha detto che “tanta gente in pullman che arriva da fuori è bloccata. “Non credo sia per motivi di ordine pubblico, è un segnale che la dittatura è iniziata”, ha aggiunto. “Negli ultimi giorni ci hanno proposto i tamponi gratis, forse perché siamo una categoria forte, ma io mi chiedo come avremmo potuto guardare in faccia gli altri lavoratori se oggi ci fossimo messi a lavorare”. Il sindacalista ha ricordato che i lavoratori che oggi rappresenta, hanno operato negli ultimi due anni in condizioni sanitarie difficili. Senza mai tirarsi indietro, contribuendo ad aumentare del 45% il volume dei traffici. “Siamo contrari al green pass perché non è uno strumento sanitario, ma politico. La nostra lotta è a difesa del diritto costituzionale al lavoro” e afferma “per questo faremo sciopero ad oltranza!”.

Trieste in lotta per l’Italia

Sono circa 8 mila i partecipanti alla manifestazione di Trieste e continuano ad arrivare persone davanti al Varco 4 del porto. L’accesso fino a questo momento è consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Quello che succede è il sintomo di una metastasi in corso da tempo sul popolo italiano, sminuito da chi, invece di fare il suo dovere di cronaca fa sparire nel silenzio decine di migliaia di persone che protestano in tutta Italia.