Difficile ipotizzare uno scenario di voto, ad oggi. Con un governo frutto di un’alleanza post-elettorale come quella attualmente in essere. Tuttavia, toccandoci inevitabilmente il compito ingrato di abbozzare delle previsioni, proveremo ad essere il più esaurienti possibile in questa sede.

In primo luogo: l’alleanza alla base del governo cosiddetto Giallo-Verde, se si votasse la settimana ventura, arriverebbe compatta alle urne? A nostro avviso no. Di Maio rischierebbe la scissione dell’ala del Movimento 5 Stelle facente capo a Fico, i Grillini “di Sinistra”, tra cui serpeggia da tempo il malumore per la svolta a Destra del Movimento. I Grillini “di Destra” dal canto loro hanno ben poche ragioni per continuare a votare il Movimento, trovando nella Lega di Salvini un soggetto ben più rappresentativo delle loro istanze. L’esperienza ideologica del Movimento, perlomeno nella forma di questo strano androgine bipartisan, può dirsi con questa legislatura conclusa, ne sopravviveranno le metastasi politiche.

La Lega, per quanto la riguarda, viene data dagli ultimi sondaggi oltre il 30%. Risultato che, se trasposto in dati reali, la incoronerebbe primo partito del Paese. Troveremmo dunque primo partito in Italia un partito che si è fatto alfiere delle istanze sovraniste guardando al modello ungherese di Orban e più in generale ai paesi di Visegrad, senza disdegnare però qualche ammiccamento alla Russia di Putin.

A questo punto, considerando che l’alleanza elettorale con i Grillini è molto difficile, la Lega dovrà guardare al centrodestra classico, dove troverà Fratelli d’Italia, Forza Italia e UdC appiattiti sulle sue posizioni e disposti a farsi cannibalizzare.

Fratelli d’Italia lo dimostra con l’adesione teorica a The Movement, l’internazionale populista teorizzata da Bannon, il fu stratega di Trump. Forza Italia, ormai ridotta ai minimi termini, si ritrova con un leader, Silvio Berlusconi, molto anziano e oramai fuori dal gioco politico, e con una classe dirigente sempre più cannibalizzata da FdI anche nella sua componente più moderata. Per quanto riguarda UdC e altri partiti minori di centrodestra essi si allineerebbero alle posizioni leghiste seguendo una riproposizione nazionale del Modello Trentino, ovvero la giustapposizione di una decina di liste, quasi tutte sottomesse alla volontà della superpotenza leghista.

Guardando invece a Sinistra troviamo il deserto, un PD sempre più diviso e piagato da dibattiti sterili, con un Renzi che rifiuta di tramontare e un nuovo leader che tarda a sorgere. Un partito in caduta libera nei sondaggi, con una base che si sposta vuoi verso il grillismo di sinistra vuoi verso altri lidi ancora più a sinistra, o, e sono la maggior parte, verso il grande partito dell’astensione.

A sinistra del PD, che oramai con la svolta renziana somiglia più alla Forza Italia del ’94, ci si para davanti un progetto, quello di Liberi e Uguali, completamente fallito, che nei sondaggi viene superato da +Europa di Emma Bonino e addirittura dall’Estrema Sinistra di Potere al Popolo.

In questo nostro ipotetico scenario, persino Potere al Popolo potrebbe portare qualcuno in Parlamento, e non solo loro. Anche CasaPound, vista la disaffezione della Destra Radicale per i partiti mainstream, potrebbe raggiungere la tanto agognata soglia di sbarramento e portare alla Camera un suo rappresentante.

Chi governerebbe dunque l’Italia? Difficile dirlo, per quanto un centrodestra sovranista a trazione leghista sembri sulla carta favorito. Ci troviamo in una situazione a geometrie variabili e tutta la partita si giocherebbe sulle alleanze. Spostando un poco più in là l’asticella della nostra previsione potremmo doverci confrontare con soggetti politici ad oggi inesistenti: partito di Renzi? PD rifondato? Nazareno bis? Lo scopriremo solo vivendo.

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