L’inquinamento dell’aria riduce le nostre vite di 3 anni

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In questi giorni caratterizzati da allarmismo, paure e angoscie legate al COVID-19, un gruppo di ricercatori del famoso Max Planck Institute della città di Mainz in Germania, ci ricorda quanto l’inquinamento atmosferico sia una reale minaccia per la nostra salute. Un killer silenzioso nelle nostre città, attraverso dati a dir poco sconcertanti.

La ricerca, pubblicata oggi, è stata guidata da un noto chimico olandese Jos Lelieveld, esperto sia nella chimica che nella fisica dell’atmosfera. I risultati principali di questa ricerca sono essenzialmente tre:

  • L’inquinamento dell’aria confrontato con altre cause di morte prematura, uccide 19 volte di più ogni anno della malaria, nove volte di più dell’HIV/AIDS e tre volte di più dell’alcol
  • L’Asia è il continente più colpito dagli effetti dell’inquinamento atmosferico. Vedendo ridotte le aspettative di vita in media di ben 4.1 anni in Cina, 3.9 anni in India e 3.8 anni in Pakistan
  • 2/3 delle morti premature nei paesi sviluppati sono attribuibili in modo diretto o indiretto all’inquinamento atmosferico, in particolare generato da combustibili fossili
Inquinamento Atmosferico - Industriale
L’inquinamento atmosferico generato dall’uomo va ad impattare il nostro sistema cardio vascolare e respiratorio in maniera inevitabile

L’inquinamento atmosferico è una vera e propria pandemia

Uno degli autori della ricerca, Thomas Munzel, ha voluto affermare con una provocazione, non lontana dalla verità, come questo problema dell’inquinamento atmosferico sia una vera e propria pandemia. In quanto nessun continente, nessuna città, riesce ad evitare il devastante impatto per la nostra salute dei combustibili fossili e più in generale dei più svariati gas generati dall’attività umana.

Questa ricerca conferma le stime annuali a livello mondiale della World Health Organization (WHO) che riconduce ben 8.8 milioni di morti premature all’inquinamento atmosferico. Stime annuali, che ormai da più di un decennio, tendono a raddoppiare di anno in anno.

Un pericolo ampiamente sottovalutato

Facendo una media a livello mondiale, considerando gli estremi dei paesi Asiatici e alcuni picchi del continente Africano, l’inquinamento atmosferico riduce le aspettative di vita di un essere umano di ben tre anni. Un dato che fa riflettere enormemente. Secondo i ricercatori del Max Planck Institute, a livello sociale e sanitario non si considera l’inquinamento atmosferico pericoloso, al pari di altri rischi come alcol o tabacco.

In quanto, l’avvelenamento dell’aria danneggia in modi diversi i nostri polmoni, il cervello, il sistema cardiovascolare ed anche il nostro sistema riproduttivo. Lo stesso Thomas Munzel ha affermato “Sia l’inquinamento che il fumo sono prevenibili. Ma in questo decennio l’attenzione posta dai cardiologi all’inquinamento dell’aria è stata di gran lunga inferiore a quella data al tabacco

Questa ricerca rappresenta un’altra occasione per riflettere con dati scientifici alla mano, senza falsi allarmismi, sui nostri comportamenti e sulle nostre abitudini di vita. Ribadendo come l’inquinamento atmosferico non sia solo un problema a livello climatico, ma anche a livello sanitario.

Fonte: Max Planck Institute

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