L’inquietudine di Edvard Munch negli autoritratti

Una personalità complessa che ha trovato nella pittura il modo per superare alcuni traumi infantili

0
2198

L’inquietudine di Edvard Munch si esprime in alcune opere, meno conosciute dell’Urlo, ma altrettanto intense. La morte della madre e la malattia della sorella hanno conferito all’opera dell’artista un carattere proprio.


Da Sotheby’s Edvard Munch con due capolavori


Da cosa trapela l’inquietudine di Edvard Munch?

Nelle sue opere l’accostamento dei colori crea atmosfere cupe che rievocano la morte e la fugacità della vita umana. Contribuiscono alla resa della suggestione gotica anche le pennellate dense e verticali e la composizione dei soggetti. L’artisti ha una visione nichilista dell’esistenza e una vena di pessimismo pervade la sua opera. Anche in alcuni soggetti si colgono alcune ossessioni del pittore, la psicosi, l’abbruttimento delle persone. Nel quadro “Il bambino malato” raffigura la sorella a letto, mentre stringe le mani a una parente che la veglia. Proprio la congiunta ha sofferto di depressione per anni.

La personalità del pittore

La biografia dell’artista aiuta a capire meglio il suo linguaggio figurato. Infatti l’infanzia di Munch ritorna sovente nei dipinti con immagini dolorose. La prematura scomparsa della madre a causa della tubercolosi ha influito sulla formazione del pittore. Anche i problemi di salute di cui soffriva si proiettano nelle tele, insieme ai racconti di Edgar Allen Poe che lo appassionavano. Poi le critiche alle sue opere giovanili, il desiderio di trovare apprezzamento e comprensione tra i connazionali condizionano il lavoro.

I dipinti del pittore più espressivi

Munch raggiunge la maturità artistica negli anni a Berlino, dove aveva un seguito di pittori tedeschi e austriaci liberati. L’amicizia con Egon Schiele, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner e Max Beckmann è importante per l’artista. Il suo stile cambia, tanto che lascia gli sfondi realisti per creare solo spazi di superficie, emotivi.

“Amore e dolore”

Conosciuto anche come “Vampire” il dipinto rappresenta un amore tormentato. Una donna abbraccia un uomo che si abbandona a lei. I volti sono semplificati e realizzati con tante pennellate una accanto all’altra.

“Il sole di mezzanotte”

Nel 1908 un esaurimento nervoso colpisce Munch che si cura a Copenaghen per otto mesi. La malattia si riflette nelle tele in cui predominano colori caldi. Il quadro “The sun” del 1911 raffigura l’astro che compare dietro le montagne norvegesi, irradiandosi verso i bordi. Il pittore aderisce al vitalismo, una scuola di pensiero che enfatizzava l’ideale umano del filosofo tedesco Frederick Nietzsche.

Gli autoritratti e l’inquietudine di Edvan Munch

Nelle raffigurazioni di sé Munch dipinge l’inquietudine per l’avanzare dell’età e il decadimento. In “Autoritratto all’inferno” le fiamme avvolgono il pittore che si presenta nudo e col volto screziato. Nel 1924 si dipinge come un fantasma con gli occhi affossati nel “Viandante notturno”. Infine, in “Autoritratto tra l’orologio e il letto” è contratto e irrigidito come un cadavere e gli oggetti fanno riferimento al tempo e alla morte.