L’inferno cammina in Vaticano

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È certo una visione di insieme: nel segreto l’inferno cammina in Vaticano. Non è l’inferno che siamo abituati a immaginare, più che altro è una battaglia intestina che si consuma tra due entità. Da una parte Papa Bergoglio, dall’altra le eminenze grigie conservatrici. Possiamo anche affermare che questa volta nell’ombra, ci sono i progressisti a tirare il sasso e nascondere la mano.

L’inferno cammina in Vaticano: c’è una rivoluzione in atto?

La rivoluzione è in atto, ma è soprattutto quella dell’ortodossia. Possiamo affermare che i lavori di Francesco sono estremi ed efficaci. Partendo dai gruppi di lavoro esterni e segreti, atti a smantellare la corruzione, Francesco I da il via ad un “rinnovamento dell’ortodossia“. La chiesa progressista, spinta dalla congregazione episcopale tedesca, cerca di modificare i concetti di diritto umano e morale. Gli stessi che per 1500 anni sono stati le colonne portanti della stessa religione cattolica. Francesco parte dell’accettazione di una deviazione sessuale che serpeggia all’interno delle parrocchia di tutto il mondo. Sia essa pedofila, sia essa etero, sia essa omosessuale, Francesco vuole portarla allo scoperto. L’inferno che cammina in Vaticano è quello che si oppone a questa evoluzione morale della religione.

La definizione di azione

Si può affermare con certezza che, quello per cui tutti tifavano, era la punizione della pedofilia, ma non soltanto giurisdizionale, ma anche o soprattutto morale. Avvengono molestie quindi esiste, e quando l’essenza è corrotta deve essere: riconosciuta, ammessa ed in fine punita. Bergoglio ha cominciato ad operare già dal suo pontificato in questa direzione ma, i conservatori (nella fattispecie conservatori gesuiti e Opus Dei) spingono sempre verso un insabbiamento. Vero è che a tutt’oggi insabbiare come avvenuto in passato è impossibile, soprattutto perché intelligentemente all’interno delle mura leonine, si è stabilito un ordine di informazione. Evito di chiamarlo ordine di spionaggio e informazione in quanto diventerebbe difficile farvi digerire “la bontà dell’intento“. Vero è il muoversi per tempo, che di questi tempi i magistrati vaticani sembrano aver acquisito con Bergoglio. In questo ambito la Chiesa progressista si muove con slogan e affermazioni, ponendosi sempre più schierata verso il concetto di sesso e morale della chiese nordiche: su tutte la Chiesa svedese.

La definizione di azione numero due

Si alza, dalla Chiesa progressista lo “sdoganiamo” l’omosessualità! Ed è qui che Bergoglio conviene con i tempi presenti. La Chiesa conservatrice, stava trasformando l’omosessualità in un moderno “malleus maleficarum“, qui l’azione che tenta Bergoglio, non è di sdoganamento, ma di normalizzazione. L’aspetto va visto come aspetto strategico verso il contesto di “Interior patefactio ad fidelis“. Norme su norme non riescono a trovare conforto neanche nelle Sacre Scritture, se non nel Vecchio Testamento dove si fa riferimento alla sodomizzazione. La Chiesa di Bergoglio, concepisce l’omosessualità come essere e non come concetto quindi, parte della società laica non accantonabile, per lo stesso essere affiliazione allo Spirito. Il concetto, nel suo insieme, tende a rinforzare la ribellione conservatrice, che allo stesso modo della parte progressista, si schiera in un possibile scisma. L’inferno cammina in Vaticano esclusivamente per contrastare la riforma morale, che farebbe evidentemente, chiarezza sulle reali posizioni dei 1500 anni precedenti. Il concetto di omosessualità non più accantonabile, porterebbe la questione sulla definizione della Congregazione della dottrina della fede come: Santa Inquisizione o studio degli eventi della fede?

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