L’infamia umana: in natura rimangono solo 4000 tigri

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L’infamia umana nel dossier del Wwf “Tiger Traffic Europe“: rimangono solo 4000 tigri. Secondo l’ultimo report del Wwf “Tiger Traffic Europe” si rinnova l’allarme su questa specie. Le tigri sono in serio pericolo di estinzione. L’infamia umana ha distrutto il grande felino.

L’infamia umana: c’è un modo per fermarli?


Nessuno! Le tigri vengono ancora cacciate dai bracconieri ma soprattutto dal commercio illegale, stimolato dalla domanda di prodotti a base di tigre. I trafficanti illegali approfittano spesso del trasporto di animali tra i vari paesi per rifornire zoo e circhi. È questo il presupposto per un traffico illegale di tigri e loro parti, come pelli, ossa, denti, prodotti considerati lussuriosamente efficaci. In una nota il WWF dichiara: “questo preoccupante fenomeno praticamente sconosciuto e in cui siamo coinvolti sia come Paese che come continente. L’aspetto è ancora più preoccupante considerata l’attuale pandemia“.

Vendute pelli, ossa e denti di 2.359 tigri

Sappiamo infatti che il 60% delle nuove malattie zoonotiche emergenti è trasmesso all’uomo da animali e più del 70% di queste è riconducibile ad animali selvatici. Recenti analisi mostrano che a livello globale, su un periodo di 18 anni: tra il 2000 e il 2018, siano stati sequestrati prodotti e derivati a base di tigri corrispondenti ad un totale di 2.359 tigri. Negli ultimi anni, numerosi dati confermano come le tigri allevate in cattività, entrino nel commercio illegale, con tutte le conseguenze immaginabili“.

Questa è la natura umana

Questa è l’infamia umana. Un mercato di anime sacre. La volontà della bestia dominante dell’universo, l’uomo si esprime al massimo della sua povertà d’essere.


Le controindicazioni sul divieto del traffico di animali selvatici