La tragedia avvenuta qualche giorno fa nella località Ca’ Di Sotto a Ferrara di Monte Baldo in provincia di Verona, che ha portato via, per colpa del monossido di carbonio due giovani vite di 21 anni, Marco Bortolaso di Lonigo e Alex Ferrari di Arzignano, ha colpito profondamente l’opinione pubblica negli utlimi giorni nel nostro paese forse perché i protagonisti erano due giovanissimi, forse perché questo tragico avvenimento è avvenuto proprio con l’arrivare del nuovo anno

Alex e Marco erano andati a dormire alle quattro nella stessa stanza in una casa usata dalla famiglia di uno dei ragazzi per le vacanze, luogo e momento dell’anno a cui, per antonomasia, si ricollegano momenti belli.

Una stanza piccola e fredda dove i due giovani avevano deciso di posizionare al centro per riscaldarsi durante il sonno un secchio con delle braci, decisione per loro fatale, poichè la saturazione dello spazio in breve tempo da parte del monossido di carbonio li ha portati in pochissimo tempo dal sonno alla morte.

Questa tragedia ha portato con sé oltre ad una forte amarezza dovuta alla perdita di due giovani vite un forte messaggio simbolico e non poche polemiche.

 

Alex Ferrari e Marco Bortolaso, morti tragicamente il 2 gennaio in provincia di Verona

 

Probabilmente la morte di Marco e Alex avrebbe riempito per un giorno le pagine dei quotidiani locali e di qualche giornale nazionale per poi essere dimenticata, come purtroppo avviene troppo spesso per tutte le tragedie. Questo forse sarebbe accaduto se i due ragazzi non fossero stati fidanzati, se la loro morte, avvenuta in coppia, non fosse stata trattata, sui principali media come un amore non uguale a quello di una coppia composto da un uomo e una donna.

Per troppe ore, Marco e Alex, su tutti i giornali sono stati raffigurati come amici che spartivano una camera durante le feste, che condividevano una casa delle vacanze con altre due amiche (rimaste illese perché dormivano in un’altra stanza) per passare i giorni vicini al Capodanno.

La loro storia, che ormai durava da quasi un anno e mezzo è stato, nel giro di una notte cancellata dall’opinione pubblica, in un paese in cui i media godono di democrazia, in una nazione in cui da poco più di un anno sono state approvate le Unioni Civili.

Le principali associazioni LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali/transgender e intersessuali) hanno scoperto negli ultimi giorni la vera natura del rapporto dei due ragazzi, cercando di ridare la giusta visibilità perduta al rapporto di fidanzamento tra Marco e Alex.

Un gesto di apertura sperato ma che non risultava scontato è stato quello da parte del parroco della chiesa di San Giovanni Battista ad Arzignano che ha accettato la richiesta delle due famiglie coinvolte di celebrare ieri il rito funebre congiunto.

Anche la Diocesi di Vicenza ha rilasciato dichiarazioni espresse dal portavoce Don Alessio Graziani: “Di fronte alla morte di due giovani, ogni altro commento ci pare quantomeno inopportuno. Rispettiamo il dolore di queste famiglie e degli amici di questi due ragazzi e preghiamo con loro e per loro affidandoli a Dio che solo conosce veramente il cuore di
ogni persona”.

Le polemiche sulla decisione della Chiesa vicentina non sono mancate, sopratutto on line, dove i difensori quasi estremisti della così detta “famiglia tradizionale” e i fedeli cattolici appartenenti a gruppi e anti Papa Francesco, colpevole di una chiesa troppo aperta al rinnovamento e alla perdita di tradizioni, non hanno perso occasione per denigrare
l’amore tra Alex e Marco e la decisione dei funerali uniti.

 

I commenti omofobi su Facebook contro la decisione del funerale congiunto di Alex e Marco

 

Davanti alla morte esiste un amore di serie B? Un amore che non può essere raccontato

Nelle ultime ore i giornali hanno cambiato l’approccio alla notizia rendendo pubblico ormai ciò che non si poteva più nascondere e non si voleva raccontare

A chi li ha chiamati amici per troppo tempo e sottolinea che non era importante specificare il loro orientamento, andrebbe ricordato che in questa maniera non si fa un torto verso la comunità LGBTI, ma all’amore in sé, poiché in quanto amore ed in quanto sentimento positivo, merita sempre di essere narrato in ogni sua forma.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here