L’importanza del conflitto in Etiopia

Il conflitto in Etiopia è molto importante. Potrebbe sfociare in una guerra civile e sconvolgere il Corno d'Africa

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Conflitto in Etiopia

Abbiamo cominciato a sentir parlare del conflitto in Etiopia quando Aby Ahmed, leader etiope, ha ordinato all’esercito di iniziare un’offensiva militare contro il governo del Tigrè. Il Tigrè è una delle 10 regioni che costituiscono l’Etiopia. La decisione di Abiy non arriva dal nulla, ma da mesi di tensioni tra il suo governo e quello federale di Addis Abeba. Per capire quali possono essere le conseguenze dello scontro, è necessario capire che cosa sta succedendo e perchè.

Cosa c’è dietro il conflitto in Etiopia?

Come sempre, le tensioni che sfociano in uno scontro hanno un enorme passato alle spalle. Questo è anche il caso dell’Etiopia. Quando nel 2019 Abiy Ahmed è diventato il leader della regione, si è presentato come un grande democratico. Vincitore per il Premio Nobel per la Pace, aveva contribuito alla pace in Eritrea e aveva avviato delle riforme molto democratiche. Con il tempo però, lo hanno accusato di corruzione e autoritarismo, proprio come i suoi predecessori. All’inizio dell’anno, ci sarebbero dovute essere le elezioni. Tuttavia, Ahmed ha deciso di rimandarle a causa della pandemia. Come in molte altre parti del mondo, in molti hanno pensato che il vero obiettivo fosse quello di prolungare il suo manato. Ma contro chi sta combattendo? Per capirlo dobbiamo fare un’ulteriore passo indietro. Le tensioni sono arrivate dopo l’esclusione del partito Fronte di liberazione del Tigrè dal governo. Per comodità lo chiameremo TPLF. Il TPLF è stato per decenni il partito più influente dell’Etiopia, nonostante rappresentasse solo un’etnia, quella tigrina. I tigrini sono il 6% dell’intera popolazione nazionale.

Il TPLF e le discriminazioni etniche

Per capire l’importanza del TPLF dobbiamo andare ancora indietro nel tempo, fino al 1995. In quell’anno fu scritta una Costituzione che dava una grande autonomia alle diverse regioni dell’Etiopia. Allora il governo era formato da una coalizione in cui faceva parte proprio il TPLF. Questa costituzione dava la possibilità a ogni regione di imporre l’uso della lingua locale. Come ho già accennato, il TPLF rappresentava una minuscola minoranza se paragonata a tutte le etnie etiopi ed erano soliti discriminare le altre etnie, come gi ormo. Allora, nel 2015 scoppiarono delle grandi manifestazioni. Nel 2018 risolvere la crisi era diventato necessario. Quindi, il governo fece il nome di Abiy Ahmed, che tra l’altro era di etnia ormo, un grande colpo per i tigrini. Con il nuovo leader, il governo a formare una forte etnia etiope. Il fine sembrava quello di unificare una volta per tutte la popolazione e tutte le sue sfaccettature. Numerose regioni cominciarono a sentirsi minacciate, per paura di perdere la propria autonomia, tra queste, troviamo anche quella del Tigrè.

L’importanza del conflitto in Etiopia

Noi siamo molto lontani dall’Etiopia, ma è essenziale capire l’importanza di questo conflitto. Ci sono diverse variabili che rendono le tensioni etiope potenzialmente rischiose. La prima riguarda il ruolo delle regioni del Sud dell’Etiopia. Qui, il malcontento per il governo è molto forte. Di conseguenza le regioni potrebbero diventare altamente istabili e iniziare diverse violenze tra i vari gruppi etnici presenti. Poi, gli occhi del mondo si spostano sull’Eritrea. Questo perché si pensa che si voglia unire al conflitto anche un’élite politica del Tigray che fu particolarmente attiva nella guerra contro l’Eritrea. Secondo molti, questo gruppo potrebbe approfittarne dell’attuale confusione per avere la sua rivincita. L’Etiopia è inoltre il paese più potente e influente del Corno d’Africa. Quello che succede lì, va spesso a influenzare anche Somalia, Sud Sudan e naturalmente eritrea. Regioni che ora sono molto fragili. Non si sa molto di quello che sta succedendo nel Tigray, molti pensano che i conflitti si siano già spostati al confine con Eritrea e Sudan dove si registrano migliaia di sfollati. Ora, l’esercito federale si sta scontrando con le forze armate del TPLF che contano circa 250.000 persone ben armate. Per questo motivo, nonostante entrambe le parti sostengono che il conflitto sarà breve, molti pensano che non lo sarà affatto. La guerra civile è più imminente di quello che sembra.