La giovane attivista dice ai legislatori europei che si deve affrontare il cambiamento climatico come una “crisi esistenziale”.

STRASBURGO – La creazione di un movimento di protesta globale contro i cambiamenti climatici è soltanto l’inizio di una lunga e difficile battaglia .

Ora l’icona del clima Greta Thunberg sta esponendo le motivazioni,per le quali,secondo lei, la politica ha difficoltà nell’attuare le sue richieste.

“Ho imparato che può succedere qualsiasi cosa, ma ho anche imparato come funzionano le cose, quanto tutto sia complicato”, ha detto martedì in un comunicato stampa, riguardo la sua visione della politica dall’inizio delle sue manifestazioni in favore dell’ambiente, la scorsa estate.

“Non basta premere un pulsante per risolvere i problemi, tutti devono essere d’accordo – ho sicuramente iniziato a capire meglio come funzionano le cose”, ha detto dopo aver visto la seduta plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo.

Rebecca Harms, 62 anni, eurodeputata tedesca, ha condotto una protesta contro il nucleare negli anni ’80 prima di diventare un politico. Comprende i compromessi di cui è fatta la politica e che purtroppo rallentano e posticipano il raggiungimento degli obiettivi.

“Stiamo facendo dei calcoli politici: clima e posti di lavoro, nuove tecnologie contro vecchie tecnologie”, ha detto.

Svante Thunberg, il padre di Greta che viaggia con lei, ha detto che una delle cose principali che sua figlia ha compreso dal suo attivismo politico negli ultimi mesi è “l’efficacia della democrazia”.

Ha incontrato negoziatori facendo “il lavoro noioso” dietro ai trattati, apprendendo come funziona la politica e che “gli accordi possono essere revisionati … è speranzoso vedere che la democrazia funziona davvero”, ha detto.

A partire da uno sciopero solitario fuori dal parlamento svedese la scorsa estate, centinaia di migliaia di studenti hanno seguito il suo esempio protestando per maggiori sforzi sul clima, e queste manifestazioni hanno sicuramente influenzato i politici portandoli a fare di più per ridurre le emissioni.

Mentre assisteva alla sessione plenaria, ha ricevuto alcune ovazioni da alcuni eurodeputati – tra cui Manfred Weber , il candidato del Partito popolare europeo per la presidenza della Commissione.

La sua attuale notorietà l’ha fatta diventare un bersaglio politico, tant’è che alcuni l’hanno descritta come una pedina del movimento ambientalista e la sua crociata sul clima come ideologica. Non tutti i gruppi politici sono favorevoli alla sua presenza davanti alla commissione per l’ambiente del Parlamento.

La Thunberg è anche una presenza scomoda,le sue dichiarazioni prendono la forma di aspre critiche come al vertice COP24 di dicembre ed a Davos a gennaio, e gli eurodeputati martedì hanno ricevuto lo stesso trattamento.

“La nostra casa sta cadendo a pezzi, e stiamo rapidamente esaurendo il tempo, eppure fondamentalmente non sta accadendo nulla”, ha detto al comitato ambiente. “Tutto e tutti devono cambiare, quindi perché perdere tempo prezioso a discutere su cosa e chi deve cambiare prima?”

Le sue richieste vanno ben oltre gli ambiziosi obiettivi climatici della Ue per il 2030. Questi propositi riflettono un attento equilibrio tra interessi nazionali e preoccupazione per la perdita di competitività in altre grandi economie. Ma questo non interessa ad una attivista (e candidata al premio Nobel per la pace) che vede il cambiamento climatico come una questione fondamentale della nostra epoca.

“Quando dico ai politici di agire subito, la risposta più frequente è che non possono fare nulla di radicale, perché sarebbe troppo impopolare tra gli elettori ed hanno ragione, naturalmente, dal momento che molte persone non sono nemmeno consapevoli del problema. “E’ necessario che la politica e la scienza lavorino in simbiosi, ha detto ai deputati.

“Parlano delle stesse cose,” scommettono su alcune tecnologie future “che risolvono tutto” o sostengono le loro proposte di partito come qualcosa “che tutti stavano aspettando”, ha detto. Ma “non sembra che siano aperti a cambiare davvero drasticamente come devono.”

“Non abbiamo attribuito il giusto valore a questa realtà, la vediamo come un problema secondario da risolvere, ma è molto più di questo, è una crisi esistenziale, più importante di ogni altra cosa”, ha detto.

A Strasburgo, la sua presenza ha destato interesse tra numerosi politici, assistenti, giornalisti ed altri sostenitori. E’ stata accolta da ovazioni entusiasmanti – quasi inghiottita dalla folla di persone desiderose di vederla anche solo di sfuggita.

“Non ho mai visto così tanti politici in un comitato ambientale”, ha detto Bas Eickhout, uno dei due candidati verdi per la presidenza della Commissione europea. “Tutti stanno applaudendo … questo è veramente emozionante.”

Ma per Harms, il bagliore attorno alla Thunberg deve tradursi in pressioni per far fronte ai difficili compromessi necessari per ridurre le emissioni e la decarbonizzazione. “Greta sta creando un grande slancio ma, finora, non ci siamo occupati in maniera intelligente del clima”, ha detto Harms dopo la riunione.

“Coloro che credono seriamente ad una politica ambientale non si limitano a fare la coda per scattare una fotografia con Greta, ma iniziano con la responsabilizzazione dei cittadini perchè questo argomento tocca tutti da vicino e ci sono molte opportunità per migliorare la situazione climatica attuale “, ha detto.

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