Tra il 22 e il 27 luglio, ospite della Mountain Academy in Val Vigezzo, centro artistico culturale e socioeducativo situato sulle Alpi tra il Canton Ticino e il lago Maggiore nel comune di Santa Maria Maggiore in Piemonte, è protagonista l’evento Libri Finti Clandestini, un progetto editoriale sperimentale ad impatto zero il cui scopo è quello di valorizzare la lettera attraverso un approccio ecosostenibile al libro.

Libri Finti Clandestini, logo

Al giorno d’oggi se la salute della Terra è giustamente sentita e lo spreco deve essere limitato se non completamente annullato o per lo meno controllato grazie al riciclo o a metodi virtuosi di gestione dei rifiuti, è assolutamente attinente al tema dell’ecologia globale quello della protezione delle foreste, dunque del legno e della carta. Ambiente e natura sono un tutt’uno con le esigenze dell’uomo, il quale molto, troppo spesso si dimentica che anche solo adoperandosi in piccoli gesti è possibile migliorare le condizioni di vita propria e dell’ambiente in cui vive. Molte volte non ci si pensa ma gettare un libro vecchio o malmesso, cosa che a parecchie persone non piace ma in alcune occasioni è inevitabile per far nuovo spazio in libreria o perché il libro che si getta non può più essere fruito, è un’azione che va ad incentivare gli sprechi. Se è pur vero che la carta è un materiale dalle proprietà altamente riciclabili, gettare nella spazzatura un volume significa non incentivare la creatività e la fantasia, capacità che vengono espresse in massima potenza quando con i materiali dei libri si inventano nuove costruzioni, nuove narrazioni.

Perciò, attraverso la lavorazione creativa del materiale che così facendo viene riqualificato, quel libro che altrimenti verrebbe buttato nella spazzatura o gettato nel camino per essere bruciato non si trasforma in un nuovo libro o magari in un asettico, per quanto utile, imballaggio, diviene anzi un’opera d’arte in cui le parole che si potevano precedentemente leggere ed interpretare diventano creatività grafica, perciò la narrazione verbale si trasforma in storia da toccare, vedere e sentire sviluppata per immagini. Ma il progetto non vede protagonista solo la carta di libri o opere letterarie, infatti scarti di tipografie, prove di stampa e carte di avviamento, sacchetti della spesa, poster, buste, sacchetti del pane, carta da parati sono solo qualche esempio di materia prima utilizzabile all’evento artistico che si tiene durante i sei giorni di laboratorio durante il quale vengono organizzati dei corsi, gratuiti e indirizzati a ogni fascia d’età, in cui si potranno apprendere le più svariate tecniche di assemblaggio, decoro e ready made per creare un proprio lavoro originale o dare vita a un personale taccuino d’artista. Lo scopo dei laboratori è la costruzione di un prodotto unico nel suo genere utilizzando ogni tecnica possibile tra le quali pieghettature, tagli, cuciture, fili, introduzioni di sagome o altre componenti figurative e molto altro, al fine di elaborare un proprio pop up o un libretto personalizzato. Oltre all’ecosostenibilità, l’artigianato e le sue tecniche sono un altro importante traguardo che si impone la manifestazione, affinché adulti e ragazzi possano, attraverso un lavoro curato e paziente, imparare il fai da te grazie a cui ci si potrà educare alla pazienza e alla calma in contrasto alle imposizioni industriali che affannano il mondo moderno, perché non c’è nulla di meglio che saper crescere e pensare riuscendo a valorizzarsi per mezzo di semplici creazioni proprie, solo così si potrà sentirsi pienamente realizzati.

Le imprese creative verranno seguite dagli ospiti dell’evento, un gruppo di fantasiosi fanatici della carta, gli ideatori di questo progetto di riciclo che in una sera d’estate a Città del Messico si sono riuniti in collettivo per dare vita a LFC, sono El Pacino, Aniv Delarev e Igor Kowalvsky. I tre, tutti nati nel decennio degli anni ’80, nonostante abbiano intessuto esperienze di vita molto diverse, Pacino ha compiuto studi artistici che l’hanno portato a viaggiare per il mondo, Delarev, nato in Chiapas, ha frequentato la Facultad de Filantropia presso l’Universidad Linda Vista del Messico, mentre Kowalvsky, scrittore e illustratore, nasce in Siberia dalla poetessa Vera Pavlovna per intraprendere gli studi presso l’Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, hanno fondato il collettivo per dare voce e respiro alle loro aspirazioni artistiche accomunate da un’unica essenziale passione, quella per i libri, la rilegatura e la stampa. Iniziando unicamente ad utilizzare carta trovata in giro in laboratori di stampa piuttosto che in abitazioni, fabbriche, università, biblioteche, librerie private, magazzini, hanno immediatamente intuito la potenzialità del riciclo e della possibilità di sperimentazione artistico ludica che la carta possiede. Con essa, piegandola, stracciandola, sciupandola, si possono creare un’infinità di forme e soluzioni ideative accompagnate da un universo di tonalità cromatiche. La carta, quindi, come non mai si trasforma nel simbolo dell’uomo, in una mitologia di accadimenti, scoperte, forme e drammi che rappresentano al meglio la fragilità, la temperanza e la capacità di rinnovamento dello spirito dell’uomo. Non esiste nulla di così fragile e al contempo talmente resistente come la carta, essa è vera ed ambigua allo stesso tempo, esattamente come l’anima dell’uomo che a volte è immersa nell’ombra altre volte nella luce più splendente in cui le sfumature chiaroscurali sono sempre presenti riuscendo a dare alle forme una forza e un’autenticità tali da rendere unica e sacra l’esistenza umana.

Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, Santa Maria Maggiore

Ma il progetto tenuto alla Mountain Academy, grazie al quale il comune di Santa Maria Maggiore intende rilanciare la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, centro formativo di molte personalità artistiche tra fine 1800 e inizio 1900 e oggi unica Scuola di Belle Arti attiva su tutto l’arco alpino, non consiste solo in laboratori di riciclo ma intende anche insegnare l’antica arte dell’assemblaggio e della rilegatoria manuale.

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