Libia in caos: lo stato lancia l’appello generazionale

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Quello delle ultime ore non è un caso anzi un tentativo di ripresa. Le dure notizie di una rivoluzione che non presta a lasciare uguali. A conferma di tutto ciò, c’è l’Onu, principale ente mondiale di sicurezza. In particolare una vera e propria rivoluzione quella degli ultimi mesi. In modo quasi osceno da quel che si sta vivendo in queste ultime ore. Successivamente hai fatti del 2014 e successivamente del 2015. Haftar annunciò di esserne particolarmente attaccato in quanto uno dei principali aeroporti della capitale,Tripoli, situato a 25 km al sud di essa. Ha dichiarato: non sarà posto un cedimento governativo al fine di sconcertarne le eventuali precauzioni di sicurezza di stato. In altre parole un tentativo di portar su un paese che in queste ultime ore si milita alla sicurezza nazionale.

Vicepremier in due corde

La strage di due giorni fa lega non solo è legata alla sicurezza del paese. Considerando anche una riscossione di alcuni enti nazionali che militano a salvaguardare tali sicurezze. L’aeroporto situato a sud e solo l’ultima delle quattro situazioni fondamentali che hanno scaturito panico e rivoluzione nelle strade. Tanto da scomodare anche il vicepresidente. Al quale a ritirato le sue postazioni affiancandosi ad Haftar. Per la semplice ragione Al Sarraj accusato di essere parte di favoreggiamenti e accordi con le milizie locali. Al fine di rappresentare un disaccordo con il governo Libanese. E mettendo in risalto una situazione non delle migliori. In tal modo ha annunciato Ali Al-Qatrani, vicepresidente del consiglio, nell’affrontare una situazione non vi è altro modo di uscirne con delle catastrofi e disastrosi divisioni all’interno. A condizione di accordi già da tempo studiati nel far riferimento a precedenti atti di guerra.

Sicurezza: Usa e Onu

Difatti a dichiarare tutto ciò come ente di sicurezza nazionale, USA con basi e stabilimenti di sicurezza, al fine di salvaguardare tutto ciò “ognuno deve rimanere al suo di posto, noi come sicurezza interverremo alle opposizioni di tali dichiarazioni del generale” ha dichiarato Mike Pompeo. Il segretario che negli ultimi giorni pone un particolare avviso: intervenendo la dove le ripercussioni di tali milizie possano rallentare lo stato di evacuazione nelle divergenze di cui si pongono tuttora. Nella speranza di ridurre al minimo scontri che dall’inizio del mese richiamano lo stato di emergenza. In modo da bloccare disastrosi avvenimenti in futuro, l’Onu così come l’UE, proclamò lo stato di allerta con eventuali procedure sulla sicurezza di tali accordi non rispettati.

Italia ed Europa: da bodyguard?

In seguito agli attacchi e alle dichiarazioni il generale Khalifa Haftar. A concessione degli avvenimenti precedentemente messi a suo sfavore. Carica in buca missili e armamenti dal quale portano terrore. Costringendone la sicurezza nazionale a dover intervenire in tempi svariati. La sola città che da anni aveva avvertito una quiete di vita se può considerarsi. Anche una quiete che in molti sperano si troverà molto presto una soluzione con una possibile riconsiderazione da parte dell’Onu sopratutto.

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