Libia: continuano le violenze nei centri di detenzione

Amnesty International afferma che abusi sessuali e percosse dilagano nei campi libici per i migranti

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Amnesty International ha pubblicato un nuovo rapporto nel quale afferma che le violenze nei centri di detenzione per migranti in Libia continuano senza sosta. Secondo le prove raccolte da Amnesty nei cambi libici dilagano abusi sessuali e percosse. Il rapporto accusa anche la guardia costiera libica di abusi.

Libia: continuano le violenze nei centri di detenzione per migranti?

Amnesty International ha raccolto nuove prove di abusi e percosse all’interno di sette campi di detenzione per migranti in Libia. Il rapporto di Amnesty arriva meno di un mese dopo che Medici Senza Frontiere ha annunciato di aver sospeso le sue operazioni in due centri della Libia a causa della crescente violenza nei confronti di rifugiati e migranti. Nel rapporto di Amnesty sono documentate gravi percosse, violenze sessuali, estorsioni e lavori forzati in diversi centri utilizzati per ospitare persone rimpatriate con la forza dopo aver tentato invano di raggiungere l’Europa attraverso il Mediterraneo.

Il rapporto, che raccoglie le testimonianze tra gennaio 2020 e giugno 2021, afferma che le guardie hanno costretto donne a rapporti sessuali in cambio di acqua. Hanno anche sparato ai detenuti, causando diversi morti e feriti. Inoltre, secondo quanto riferito, in uno dei centri le persone stanno morendo di fame. Tre donne hanno affermato che due bambini detenuti con le loro madri erano morti. Il fatto è avvenuto dopo che le guardie si erano rifiutate di consentire loro di andare in ospedale per cure mediche urgenti.

Le accuse alla guardia costiera libica

I centri in Libia sono oggetto di ripetute accuse di violenza e abusi da parte dell’organizzazioni delle Nazioni Unite e organizzazioni per i diritti umani. Amnesty ha affermato che le autorità libiche hanno promesso di chiudere i centri DCIM pieni di abusi. Tuttavia le violazioni dei diritti umani sono continuate senza sosta nei centri di nuova apertura o riapertura. Il rapporto di Amnesty afferma anche che nonostante gli abusi ben documentati, gli Stati membri dell’UE continuano a sostenere la guardia costiera libica per fermare i migranti che cercano di mettersi in salvo, e riportarli nei centri di detenzione in Libia.   

Tra gennaio e giugno 2021, la guardia costiera libica ha intercettato circa 15 mila persone in mare e le ha riportate in Libia durante quelle che hanno definito “missioni di salvataggio”. Ci sono state dozzine di rapporti che descrivono il comportamento della guardia costiera libica come negligente e abusivo. 


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