Libia: attacco a pozzi d’acqua, Tripoli a secco

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Libia: attacco a pozzi d'acqua, Tripoli resta a secco

Un gruppo armato ha attaccato i pozzi di Shuwairif in Libia. Tripoli e le principali città occidentali della Libia sono senza acqua.

Secondo i media locali, uomini armati si sono introdotti negli stabilimenti idrici e hanno costretto i lavoratori a spegnere le pompe. Così i 2,5 milioni di residenti di Tripoli, sotto assedio ormai da un mese, si sono ritrovati privi d’acqua.

Città di Tripoli, sotto assedio ormai da giorni e ora costretta a fronteggiare la scarsità d'acqua dopo un attacco ai pozzi idrici.
Città di Tripoli

Un quotidiano locale, The Lybia Observer, ha comunicato che la scarsità idrica è iniziata nella mattinata di ieri.
“Ribadiamo che il fiume attaccato,” hanno dichiarato le autorità che si occupano dei pozzi di Shuwairif, “non era controllato da nessuna delle parti nel conflitto politico e militare in corso”. Da loro proviene anche l’invito, rivolto ai dipartimenti di sicurezza e militari, di assicurare le strutture idriche del territorio, cosicché i cittadini possano accedervi.

Secondo il Ministero dell’Interno del GNA (Governo di Accordo Nazionale) il gruppo armato che ha attaccato i pozzi è legato a Khalifa Haftar. A capo del gruppo si trova infatti Khalifa Hanaish, seguace di Haftar.
Inoltre, il Ministero ha ricordato che Hanaish sta facendo pressioni sul governo, attraverso sabotaggi, per ottenere la liberazione di suo fratello, arrestato perché parte di un’organizzazione illegale.

“Tale gruppo”, si legge nella nota del ministero, “ha già tentato di fare pressioni sul governo” rapendo 4 cittadini stranieri. La loro liberazione è avvenuta tramite la “mediazione di un terzo Paese, in coordinamento con Haftar […]. Questo significa che Haftar è coinvolto anche nell’interruzione” idrica.

Il generale libico Haftar, ritenuto coinvolto nell'attacco ai pozzi d'acqua di Tripoli, durante l'incontro con il premier Conte.
Il Generale libico Khalifa Belqasim Haftar durante l’incontro con il Premier Conte

Questa mattina, le autorità del pozzo hanno fatto sapere di aver aperto le valvole di pompaggio, rendendo di nuovo disponibile l’acqua. “Crisi terminata” ha scritto dunque in una nota l’amministrazione.

Non termina di certo, invece, la guerra che circonda la capitale libica. L’esercito del generale Haftar staziona a sud della città e gli scontri sono ormai quotidiani. Il bilancio delle vittime continua a salire e la guerra infuria. Leggi qui dei raid aerei su Tripoli.

L’Onu, in relazione a questo attacco ai pozzi, ha parlato di possibile crimine di guerra. Così come il premier Serraj aveva accusato Haftar di essere un criminale di guerra, già nei mesi scorsi.

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