Libertà di stampa: un bene pubblico da tutelare

Poter accedere alle informazioni non è sufficiente; dobbiamo anche essere in grado di valutarle in modo critico.

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Quest’anno, la Giornata mondiale della libertà di stampa arriva in un momento difficile, caratterizzato dai continui attacchi ai giornalisti, dalla diffusione virale di false informazioni online e dall’indebolimento dei media. Tutti fattori che sono stati esacerbati dalla pandemia COVID-19. Oltre alle azioni necessarie che dovrebbero essere intraprese dai governi per proteggere questo diritto fondamentale, ogni individuo può anche difendere quotidianamente la libertà di stampa. La trasparenza dei media digitali, la sicurezza dei giornalisti, l’attuabilità dei mezzi di comunicazione e lo sviluppo del pensiero critico: tutti questi argomenti sono essenziali per la salute delle nostre democrazie.

Giornata mondiale della libertà di stampa: dove nasce?

Trent’anni fa, a Windhoek, in Namibia, i giornalisti africani redassero un testo storico che divenne poi una dichiarazione universale che chiedeva una stampa libera, indipendente e pluralista. Tuttavia, dal 1991, il mondo è cambiato notevolmente. Allora, la digitalizzazione della produzione e della distribuzione delle informazioni era agli inizi. Ora, Internet e gli attori online svolgono un ruolo chiave nel fornire accesso alle informazioni. È necessaria una dichiarazione aggiornata per stare al passo con i tempi che cambiano.

Il ruolo della tecnologia

La tecnologia digitale ha influito sulla fattibilità economica dei media indipendenti e sulla loro diversità. L’accesso a tali media dipende dalle piattaforme che li supportano e spesso sono riluttanti a pagare. La questione è diventata più evidente nel contesto della pandemia, che ha portato a una diminuzione dei ricavi per quasi il 90% dei media. Per i media indipendenti, queste perdite hanno raggiunto i 30 miliardi di dollari a livello globale, secondo il Reuters Institute. Come i teatri, i musei e le sedi delle arti dello spettacolo, i media indipendenti sono spesso imprese finanziariamente fragili: sono stati duramente colpiti dalla pandemia e tutti noi ne subiamo le conseguenze.

I social Media

Anche il peso crescente di un piccolo numero di piattaforme di social media solleva domande. Anche se non creano contenuti, aiutano a determinare ciò che viene visto, letto, ascoltato e condiviso. Per gran parte della popolazione mondiale, queste piattaforme sono la principale fonte di informazioni. Questo le rende camere di eco senza precedenti per voci e teorie del complotto. Uno studio del Massachusetts Institute of Technology ha dimostrato che le informazioni false hanno il 70% di probabilità in più di essere condivise rispetto alle informazioni verificate e si diffondono sei volte più velocemente. In questo contesto, le politiche di moderazione e gli algoritmi delle piattaforme assumono un’importanza decisiva e attualmente non c’è trasparenza in questo settore.


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Giornata mondiale della libertà di stampa: formare il giudizio critico

La formazione delle persone in modo che possano usare il loro giudizio critico nella valutazione di questo flusso di informazioni è quindi di vitale importanza. Poter accedere alle informazioni non è sufficiente: dobbiamo anche essere in grado di valutarlo criticamente. In questo campo, per molti aspetti nuovo, l’UNESCO sta sviluppando programmi di studio per insegnanti, per fornire loro gli strumenti e le risorse educative necessarie.

La disparità tra giornalisti

Negli ultimi 30 anni la tecnologia digitale ha aperto nuovi orizzonti di libertà, dando voce ai movimenti di emancipazione. Ha anche esacerbato le dimensioni dei problemi preesistenti. Oltre alle preoccupazioni per la sicurezza dei giornalisti sul campo, ad esempio, aumentano le molestie online. Questo è un vero flagello per le giornaliste donne, come dimostra un recente sondaggio dell’UNESCO sulla violenza online. Le cifre sono sorprendenti: nel 2020, il 73% delle giornaliste donne nel mondo ha riferito di essere stato vittima di violenza online. Una giornalista donna su cinque era stata aggredita fisicamente. A ciò si aggiungono altri crimini contro i giornalisti, che, in 9 casi su 10, rimangono impuniti. Il 2021 non fa eccezione alla regola: 17 giornalisti sono già stati assassinati in tutto il mondo da gennaio e quasi un centinaio dall’inizio della pandemia.

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