lunedì, Marzo 9, 2026

-Libano: un terribile e spaventoso inferno a cielo aperto

Beirut è stata la Capitale mediorientale della dolce vita, il punto focale di un vivace movimento civico. Fino a quando la corruzione e la negligenza delle sue élite politiche non hanno fatto precipitare il paese nella miseria e nella disperazione più totale. Proprio come una fenice araba la città di Beirut è rinata dalle sue ceneri molte volte. Il -Libano si è sempre rialzato e lo farà anche dopo la distruzione del porto.


La carezza del Papa al Libano che sprofonda nella crisi


Libano: un porto desolante

Beirut punto zero. Nel porto le gru allungano le braccia al cielo. Per terra contenitori rossi, blu, verdi si accumulano sulla sabbia come grandi Lego abbandonati. Intorno al gigantesco silo di grano da 120.000 tonnellate la cui carcassa mezza carbonizzata si erge sopra le banchine. Questo è l’unico patrimonio ancora parzialmente in piedi, il mare è inghiottito nel cratere profondo 43 metri che ha scavato l’esplosione. Beirut è esplosa il 4 agosto 2020: 200 persone sono morte, 6.000 sono rimaste ferite, 9.000 edifici sono stati danneggiati e 200.000 case sono state distrutte.

Libano: la ribellione come forza motrice

Nei due mesi successivi alla tragedia la società civile si è organizzata. Ha raggiunto i 300.000 senzatetto, ha improvvisato raccolte di fondi, ha allestito ospedali di strada, ha distribuito generi di prima necessità. Per un certo tempo attraversato un’ondata di solidarietà il Libano ha dimenticato i suoi mali come il debito esponenziale e la svalutazione della sua moneta. Preoccupa inoltre la fuga dei cervelli e la crisi politica che cova e dura e per concludere la corruzione del regime. La “rapina” dei risparmi da parte delle banche. Prima l’urgenza, poi la resilienza. Sarebbe il momento giusto per trovare i responsabili. Sarebbe il momento buono per scendere in piazza per chiedere la caduta del regime. La rivoluzione poteva aspettare. E il tempo è passato. Il presidente del Consiglio si è dimesso seguito da tutto il governo. 

Che cosa dice Howayda?

Il cuore della città è sempre stato vibrante e misto afferma Howayda al-Harithy Professore di Architettura e Design urbano presso l’Università americana di Beirut e Direttore della ricerca presso il Beirut Urban Lab. Ma ora dice: “È una città fantasma perché è uno spazio per l’élite. E’ inaccessibile per chiunque altro, e questo è dimostrato dal fatto che rimane in gran parte vuoto”. A un anno e quattro mesi dall’esplosione del porto di Beirut le cicatrici della distruzione rimangono ovunque. Il disastroso stato dell’economia libanese non agevola gli sforzi di ricostruzione e ci si chiede: chi sarà il protagonista della ricostruzione? Che forma prenderà la città? Quale narrativa sarà al centro dei progetti di riqualificazione?

Libano: la finta ricostruzione

Se per molti è improbabile la realizzazione di un progetto su larga scala sia per ragioni economiche sia a causa della crescente spinta negli ultimi anni a preservare i siti storici i residenti temono una distruzione dell’area guidata dalla speculazione immobiliare che aveva iniziato a rimodellare i quartieri storici di Beirut già prima dell’esplosione. Un sondaggio del 2018 condotto dai ricercatori di Beirut Urban Lab ha rilevato che negli ultimi 15 anni sono stati presentati almeno 350 permessi di demolizione in aree che ora sono state colpite dall’esplosione.

Libano: l’Europa vuole ricostruire la città

Sin dai primi giorni che hanno seguito l’esplosione grandi compagnie internazionali si sono fatte avanti per ricostruire l’area del porto ed i quartieri limitrofi. Si dice che diversi paesi siano interessati a ricostruire il porto e le aree circostanti, tra cui Turchia e Cina e Russia. Durante la sua visita a Beirut subito dopo l’esplosione il presidente Emmanuel Macron avrebbe espresso interesse per l’impresa. Ad accompagnarlo in quel viaggio c’era Rodolphe Saade Presidente della grande azienda di spedizioni e logistica CMA-CGM Group. Saade ha successivamente twittato: “Francia e Libano potranno contare sul Gruppo per rispondere all’emergenza e lavorare per ricostruire Beirut. La nostra mobilitazione è totale”.

Cina: il Libano potrebbe non sceglierla per ricostruire

Se la scelta dovesse ricadere su Parigi o Berlino si eviterebbe un coinvolgimento della Cina il partner preferito di Hezbollah evitando che il Dragone aggiunga Beirut alla sua rete portuale globale, il cosiddetto “filo di perle”. Data la sua pratica frequente di prendere di mira gli stati vulnerabili offrendo supporto con gli investimenti per poi intrappolarli con i debiti, il gigante asiatico vede senza dubbio nel Libano un obiettivo attraente. Soprattutto se si considera che Pechino già beneficia della situazione attuale: gran parte del traffico che solitamente transita per Beirut è stato reindirizzato al porto di Tripoli, che la Cina ha riabilitato per uso proprio.

Ankara e Russia pronte alla ricostruzione del Libano

Beirut rappresenta per Ankara un’opportunità per ampliare e consolidare la propria sfera di influenza nel Mediterraneo orientale. Proprio per questa ragione è estremamente probabile che la Francia faccia una mossa per impedire alla Turchia di avanzare le proprie pedine. Ed infine la Russia tra i maggiori protagonisti dello scacchiere mediorientale, non sembra esclusa dalle possibilità visto che due mesi fa il primo ministro designato Rafiq Hariri in una visita a Mosca ha discusso la possibilità che sia la Russia a finanziare la ricostruzione, forse in un tentativo di eludere le richieste internazionali di epurare la corruzione dal contesto politico dal Paese.

Che potrà succedere?

La delicata questione della ricostruzione rimane aperta e quel che è certo è che influenzerà il futuro del Paese dei Cedri. In una città che rappresenta nella sua divisione spaziale i fragili equilibri nazionali è molto importante la ricostruzione svolgerà un ruolo chiave nei prossimi anni. Una pianificazione urbana inadeguata e la polarizzazione settaria potrebbero sfidare il modello di rigenerazione urbana ed innescare nuovi conflitti.

Pagina Twitter Beirut guide: https://twitter.com/beirutcityguide

[sbtt-tiktok feed=1]

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -spot_img

Latest Articles