Libano, oltre 400 feriti in seguito agli scontri di Beirut

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Dopo i violenti scontri che hanno marchiato a fuoco il centro di Beirut, più precisamente a Piazza Nijmeh, vicino alla sede del Parlamento, il Presidente del Libano Michel Aoun ha annunciato un dispiegamento massiccio delle forze militari del paese, accusate anche di aver incendiato gli accampamenti dei manifestanti siti in Piazza dei Martiri. Secondo alcune fonti mediche, in particolare della Croce Rossa, i feriti in seguito all’azione della Polizia sono oltre 400.

Il Libano nel caos

Le proteste, attive ormai dallo scorso ottobre, si sono scatenate a partire dalla crisi politica, e soprattutto economica, sorta a seguito dalle dimissioni di Saad Hariri. Gli scontri che hanno animato una delle zone più importanti della capitale libanese, hanno portato la polizia ad agire contro i manifestanti, i quali armati di spranghe, rami e fuochi d’artificio hanno tentato di entrare in Parlamento più di una volta. Scene di guerra civile insomma. Un clima altamente polemico che necessita di un’azione politica concreta che porti a risolvere i tanti problemi economici, oltre che di corruzione politica, che investono il Libano. Molti l’hanno chiamata la “rivolta contro le tasse“.

Dopo le dimissioni dell’ex premier Hariri, la crisi libanese si è accentuata sempre di più, tanto da costringere il Generale Aoun a dare l’incarico al professore Hassan Diab di formare un nuovo governo (composto principalmente da tecnici, come richiesto dai protestanti). Quest’ultimo però non ha ancora messo d’accordo le forze politiche del paese, tra cui gli sciiti di Hezbollah e Amal, accentuando cosi il clima polemico che ormai investe Beirut dallo scorso 17 ottobre.

Una immagine dello scontro di Beirut (Libano)
Una immagine dello scontro di Beirut (Libano)

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