Libano in blackout totale: centrali senza carburante

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Il Libano sprofonda in un blackout totale. A tre mesi dell’ultimo blackout le due principali centrali elettriche Zahrani e Deir Ammar sono state nuovamente chiuse per mancanza di carburante. Le autorità libanesi hanno riferito che il problema persisterà per giorni. I libanesi continuano a soffrire in un Paese ormai devastato dalla più grande crisi economica di sempre.

Libano in blackout totale: cos’è successo?

Il Libano è in blackout totale. Da mezzogiorno di ieri, a causa della carenza di carburante, la rete elettrica libanese ha smesso di funzionare. Le autorità hanno affermato che il blackout potrebbe durare diversi giorni. Secondo quanto riportato dalla TV libanese, LBCI Lebanon News, al momento sono due le centrali elettriche che hanno smesso di funzionare. Si tratta della centrale di al-Zahrani e quella Deir Ammar, le due più grandi del Paese.

Sul sito della TV si legge: “La rete elettrica è stata completamente disconnessa e il Libano è entrato così nell’oscurità dopo che gli stabilimenti di Al-Zahrani e Deir Ammar si sono fermati a causa della carenza di carburante. La produzione di energia è scesa a meno di 200 megawatt. L’azienda elettrica statale libanese, Electricite du Liban, nel frattempo sta cercando di ricostruire manualmente la rete nazionale, in assenza del centro di controllo nazionale che è stato distrutto dall’esplosione nel porto di Beirut, avvenuta nell’estate 2020”.  Il blackout sta creando numerosi disagi non solo ai privati, ma anche alle aziende e agli ospedali.

Servono riforme nel settore energetico

In Libano si è formato un nuovo governo dopo oltre un anno di stallo politico. Ora però ci vuole una vera leadership e una forte volontà politica per affrontare le numerose sfide urgenti, soprattutto quella del settore energetico. Come scrive Ali Ahamd sull’Orient Le Jour, il settore energetico da solo ha contribuito a circa il 40% del debito pubblico del Paese dal 1992. Il Libano non può permettersi di perdere un’altra opportunità per riformare questo settore. E le crisi attuali potrebbero costituire un’opportunità per la conclusione di un nuovo accordo politico in cui le riforme del settore elettrico devono essere una componente importante.

La principale di queste riforme è la creazione e l’operatività di un’Autorità di regolazione dell’energia elettrica (ARE), un’istituzione indipendente responsabile, tra l’altro, della fissazione delle tariffe e della supervisione dei contratti con il settore privato per la generazione e la distribuzione di energia elettrica. Sebbene il legislatore abbia previsto la creazione di un ARE nel 2002 (legge 462/2002), è ancora in attesa di essere messo in atto fino ad oggi.


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