Libano, Hariri rieletto primo ministro

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Saad Hariri, figlio dell’ex presidente Rafiq, torna a ricoprire il ruolo di primo ministro del Libano. È stata questa la scelta del parlamento libanese che ha riconsegnato le chiavi del paese al sunnita. Il presidente Aoun lo ha incaricato di risistemare una situazione altamente complessa, in cui ogni settore sta soffrendo. Dalla politica al commercio, passando per l’economia: il Libano ha bisogno di ripartire per evitare un default a dir poco storico.

Hariri era stato eletto già tre volte come primo ministro. Nel 2019 fu costretto a rassegnare le dimissioni per l’incapacità di fermare le proteste popolari contro la crisi economica. Gli stessi motivi, peggiorati dalla situazione covid e dall’esplosione di Beirut, per cui Mustapha Adib prima e Hassan Diab poi, hanno abbandonato l’ufficio da presidente del consiglio.

“Dico ai libanesi che stanno soffrendo fino alla disperazione che sono determinato a lavorare per fermare il collasso. Una chimera che sta minacciando la nostra economia, la nostra società e la sicurezza“. Ha detto Hariri ai giornalisti.

Quale destino per il Libano?

Con lo spettro di una crisi finanziaria senza eguali, quello che una volta era considerato “la Svizzera del Medio Oriente” ora è una polveriera pronta ad esplosioni. La crisi economica, accentuata da quella sanitaria, la disoccupazione (arrivata al 33 per cento), l’aumento dei prezzi dei generi alimentari del 55 per cento, il crollo del potere d’acquisto e le interruzioni della corrente elettrica sono ormai la norma. C’è bisogno di una serie di riforme in cui tutte le forze religiose, da sempre lo scheletro politico del Libano, dovranno conformarsi e trovare una soluzione. Sembra di tornare indietro negli anni 90’ quando il Libano dovette ripartire dopo la sanguinosa guerra civile.

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