Lezioni in streaming – l’esperienza di uno studente universitario

Le lezioni in streaming sono una novità con cui docenti e studenti devono interfacciarsi in queste settimane. A esperienza fatta, ecco com'è andata.

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L’emergenza Coronavirus ci sta chiaramente obbligando tutti ad un radicale cambiamento di stile di vita: non possiamo uscire se non per motivi di stretta necessità per almeno due settimane, quasi tutti i negozi sono chiusi e siamo costretti a vivere temporaneamente in uno stato con leggi severissime, ben lontane dal modello di democrazia a cui siamo abituati ma che attualmente sono assolutamente necessarie. In un periodo in cui chiunque può lavorare da casa deve necessariamente farlo, anche per noi studenti universitari la vita diventa più casalinga che mai: dopo la sospensione delle lezioni arrivata la scorsa settimana, ora si sta infatti attivando in tutta Italia il sistema che permette di seguire le lezioni online, in streaming, ascoltando il professore ed interagendo con lui quasi come se si fosse in un’aula.

Lezioni in streaming: come funzionano

Questo sistema si appoggia su Teams, applicazione di Windows che l’azienda mette a disposizione in maniera gratuita per docenti e studenti di università pubbliche. Io, studente dell’università degli studi di Perugia (magistrale di “biologia”), ho personalmente iniziato questa mattina con una prima lezione da parte di un docente ed una presentazione del corso da parte di un’altra docente, che a differenza dei suoi colleghi con cui dovrò interfacciarmi in questo semestre non aveva avuto modo nemmeno di presentare il suo corso prima che le “lezioni canoniche” venissero sospese. In questo modo, ho avuto la possibilità di toccare con mano la funzionalità dell’applicazione, la quale permette di fare conferenze online ad un numero massimo di 250 persone, e devo dire che il sistema ha svolto ottimamente il suo compito.

Tutti gli utenti possono decidere se tenere o meno accesi webcam e microfono durante la lezione, dunque il docente è l’unico a tenerle entrambi sempre attivi ma gli studenti possono tranquillamente attivare il microfono non appena hanno una domanda da fare – proprio come avviene a lezione. Il professore, così come gli altri utenti che non hanno tuttavia motivo di farlo, può impostare l’applicazione in maniera tale che mostri lo schermo del suo computer, ed in questo modo si possono proiettare le slide ed eseguire una lezione perfettamente analoga a quella eseguibile dal vero. L’università ha avuto la premura di creare delle “conversazioni ufficiali” a cui docenti e studenti possono accedere tramite una piattaforma che utilizziamo già per altri scopi, il che ha reso molto più semplice per tutti partecipare a queste lezioni in streaming.

Ci sono delle criticità nel sistema?

Nella mia esperienza di questa mattina ho potuto notare soltanto momenti singoli in cui l’audio di un docente non funzionava bene, probabilmente soltanto per motivi di connessione, e comunque nulla che abbia reso incomprensibile determinati passaggi della lezione. Fra l’altro al docente appare un messaggio da parte dell’applicazione stessa qualora per un momento la sua connessione dovesse vacillare, e comunque qualsiasi studente può intervenire in ogni momento per segnalare di non aver capito qualcosa.

L’unico problema potrebbe essere il seguente: il sistema può supportare davvero classi da oltre 200 persone, che in molti corsi di laurea (soprattutto triennali) sono presenti? Personalmente ho condiviso quest’esperienza soltanto con una quarantina di altre persone, dunque non posso saperlo. Tutto ciò che so è che nello stato attuale questo mezzo ci ha permesso di vivere la nostra quotidianità di studenti in maniera quasi normale, ed avere degli “sprazzi di normalità” (qui cito un’altra studentessa) in questo frangente è forse quanto di più importante c’è per noi tutti.