L’ex albergo diurno Venezia diventa Museo di arte digitale

Il Ministero della cultura ha già stanziato 6 milioni per la ristrutturazione dell'edificio

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museo arte digitale

Entro il 2026 Milano avrà una nuova esposizione permanente che dialogherà col Meet realizzato col contributo della Fondazione Cariplo. Infatti, l’ex albergo diurno Venezia situato sotto piazza Oberdan diventerà il Museo nazionale di arte digitale.


Meet Milano: Primo centro per la Cultura digitale Internazionale


Perché allestire un museo all’ex albergo diurno Venezia?

Il Comune di Milano è proprietario dell’edificio e ha già utilizzato alcuni spazi per esposizioni e presentazioni di artisti. Il Ministero della cultura ha erogato un finanziamento di 6 milioni per il progetto che richiede un intervento di sistemazione. Gli ambienti saranno quindi ristrutturati per riunire le collezioni del museo e dialogare col Centro di cultura digitale aperto a ottobre. Lo stabile di Porta Venezia si configura quindi come una delle sedi di un hub diffuso in cui le tecnologie digitali trovano una dimensione funzionale e creativa.

L’edificio e il suo utilizzo

L’ex albergo diurno Venezia, uno spazio sotterraneo in stile liberty che si trova sotto piazza Oberdan talvolta è aperto. L’edificio è riconoscibile per l’architettura di inizio Novecento e negli ultimi anni ha ospitato mostre di artisti contemporanei. Il Comune infatti, permette al Fai di organizzare le proprie attività e far entrare il pubblico nei locali. Parte dello stabile, però non è accessibile ai visitatori ed è il settore in cui si concentreranno i lavori.

Il progetto per il MAD

Il polo culturale avrà un carattere che ne accentua l’aspetto moderno e lo sguardo volto al futuro. L’esposizione sarà anche un luogo di incontro di nuovi linguaggi e produzioni, spazio di confronto tra giovani talenti desiderosi di farsi conoscere. Il museo non sarà incentrato su riproduzione in digitale di opere d’arte, bensì di lavori non materiali. La diffusione dei sistemi computerizzati costituisce un’opportunità per Milano di affermare una vocazione all’elaborazione dei dati. A MAD la trasformazione delle informazioni tecniche e statistiche diventa arte.