Letture d’estate

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Avvicinarsi ai sentimenti umani che spesso ci vengono trasmessi sotto ogni forma d’arte ci arricchisce e  loro stessi contribuiscono all’evoluzione del nostro pensiero. Due libri che possono far riflettere sulla fragilità umana non facendo spesso ciò che si desidera e scappare da ciò che ci addolora e cercare di superare con coraggio le sconfitte.

Le cose che non facciamo di Andrés Neuman

Una coppia in lite, amici che diventano amanti e al tempo stesso traditori, relazioni così armoniche e simmetriche da sembrare fasulle, la confusione che può generare la nascita di un figlio, lo smarrimento e l’impotenza di quando un genitore se ne va. Sono solo alcune delle scene dipinte dallo scrittore argentino Andrés Neuman in questa raccolta. Storie quotidiane, apparentemente semplici e infinitamente complesse come tutto ciò che è noto, dalle quali emerge, potentissima, la realtà che ci circonda. La prosa di Neuman trova nella forma racconto la sua maggiore compiutezza: questa raccolta è un vero e proprio omaggio alla brevità, che pur permette all’autore di disegnare personaggi a tutto tondo e di dar vita a un’opera di ampio respiro, onesta e mai scontata.

Un amore più forte di me di Maria Duenas

L’autrice parla ai suoi lettori attraverso la voce di una donna capace di affrontare le sconfitte con il coraggio di mettersi in discussione. Un amore più forte di me è una storia luminosa che si sviluppa tra la Spagna e la California, tra gli anni Cinquanta e oggi, dove si intrecciano le vicende di personaggi carichi di passione e umanità, convinti che l’avventura più emozionante della propria vita è sempre quella che si sta per vivere. Blanca Perea è una donna all’apparenza invulnerabile, stimata docente universitaria e pilastro di una famiglia felice. Improvvisamente, vede crollare tutte le sue certezze quando scopre che il marito sta per avere un figlio da un’altra donna. Fuggire da Madrid sembra essere l’unico modo per salvarsi e, senza pensarci, accetta una borsa di studio di tre mesi in California, all’Università di Santa Cecilia.

Dott.ssa Rosa Ferro