Letizia Baria Petrosino, 24 anni il primo di giugno, atleta paralimipica di scherma. Vive a Pistoia, dove si allena ogni sera 3 ore allenata da Marco Leombruno. Ma non basta. Ogni mattina va a Montecatini per altre 2 ore di preparazione fisica.

Io l’ho incontrata in una pizzeria, a Pistoia, dove mi ha raccontato delle enormi difficoltà che incontra per poter partecipare alle varie gare nazionali e internazionali, che le permetterebbero di provare a qualificarsi per le prossime paralimpiadi di Tokyo 2020.
L’iter infatti è quello di fare punti per essere poi selezionate a fare parte della nazionale di scherma, ma per fare punti si deve partecipare a delle gare e queste hanno un costo.
Alcuni hanno la fortuna di avere sponsor, magari in famiglia, che sostengono le spese (hotel, viaggio, attrezzatura).

Altri, come Letizia, questa fortuna non l’hanno ancora incontrata e quindi ha pensato di fare una cosa diversa. Una raccolta su internet che le permetta di raggiungere i 1000 euro per iniziare almeno ad andare alla gara di Gorizia, i campionati italiani assoluti di scherma in carrozzina e non vedenti, che si terrà nei giorni 8-9 e 10 giugno prossimi.

Ad ora ha raccolto circa 200 euro, e i giorni passano. Le serve un aiuto, anche piccolo. Ma se ognuno mette quel poco che può magari Letizia riesce ad andare a Gorizia e poi anche in Polonia a fine giugno.

Qui trovate il link alla sua pagina di Crowdfunding e qui invece il suo profilo facebook. Letizia tiene anche un blog dove racconta le sue avventure e disavventure. Potete leggere a questo link  cosa dice dello sport.

Insomma, se è vero che tutti si indignano e si dichiarano solidali davanti a chi denuncia un abuso di un parcheggio disabili, che la rete da il meglio di se quando c’è da aiutare qualcuno in difficoltà, dovrebbe essere facile rinunciare a un caffè per aiutare un’atleta a realizzare un sogno e magari vederla nel 2020 a Tokyo e dire “L’ho aiutata anche io”.