L’esattezza secondo Italo Calvino: vago ed esatto

Ancora una volta, Calvino ci stupisce con le sue lezioni americane.

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Solitamente, la parola esattezza, ci rimanda ad aggettivi come perfezione o impeccabilità: in questo articolo però, non esamineremo il nostro punto di vista, ma parleremo dell’esattezza secondo Italo Calvino. Si tratta della terza delle sue lezioni americane, svoltesi alla Harvard University nel 1985.

Nel libro, l’autore propone sei punti che egli ritiene fondamentali per la scrittura. E non solo per essa. Calvino, considera queste lezioni come delle vere e proprie proposte per il millennio che stava per cominciare. Come abbiamo fatto per la leggerezza e per la rapidità, le prime due lezioni americane, cercheremo di capire il perché della loro vitale importanza.

L’esattezza secondo Italo Calvino: la chiave di lettura

Ogni porta, necessita di una chiave per essere aperta. Quest’ultima, deve rispettare forma e dimensioni della serratura, per poter svolgere la sua funzione. Ebbene, anche per comprendere la terza lezione americana di Calvino, abbiamo bisogno di una chiave. Essa deve essere abbastanza sottile da poter entrare nella mente dell’autore, al fine di scoprirne il contenuto. Dobbiamo trovare la chiave esatta, al fine di compiere questa missione.

Esatta, per l’appunto. Perché altrimenti, non riusciremmo mai nel nostro intento, con una chiave qualsiasi. Ecco, abbiamo già fatto un passo avanti per comprendere l’esattezza secondo Italo Calvino. Egli la ritiene un punto fondamentale, poiché solo attraverso l’esattezza, l’essere umano non perde la forma delle cose, delle immagini. Lo scrittore sostiene che l’epoca da lui vissuta, fosse carente di contenuti.

Nella comunicazione fra esseri umani, si usano miliardi di parole diverse ogni giorno. Eppure, secondo Calvino, difficilmente la varietà di termini che utilizziamo, rispecchiano effettivamente il loro autentico significato. Ecco perché c’è bisogno di esattezza. Perché gli esseri umani hanno bisogno di sostanza, di contenuto. Solo il contenuto di un determinato lemma o di una frase, arricchiscono la mente.

Ecco perché, «La parola collega la traccia visibile alla cosa invisibile, alla cosa assente, alla cosa desiderata o temuta, come un fragile ponte di fortuna gettato sul vuoto».

esattezza secondo Italo Calvino

L’esattezza del vago

Sebbene Italo Calvino attribuisca importanza all’esattezza, egli non disdegna il suo contrario: il vago. E ciò, non è affatto casuale. L’autore, sostiene che in realtà, anche il vago sia a suo modo esatto. Per dimostrare questa teoria, ecco che Calvino si rifà nuovamente a Giacomo Leopardi. Proprio come per la leggerezza, egli prende in esame l’importanza della luna secondo questo grande letterato. Nell’articolo sulla leggerezza, abbiamo ricordato cosa rappresentasse la luna per Leopardi.

Proprio lui, il poeta del vago e dell’indefinito, in un suo verso dello Zibaldone scrive che il linguaggio è quanto più poetico quanto più è impreciso. Eppure, quando egli descrive la sua amata luna, lo fa con estrema precisione ed esattezza. La conosce in ogni minimo particolare. E anche quando si rifà all‘infinito che essa cela, non si esime da una rappresentazione in tutto e per tutto dettagliata. Non solo dei soggetti, bensì anche di se stesso, di ciò che prova e pensa. Proprio lui, uomo tormentato dall’arido vero e dal senso della vita, scrivendo si rende conto di avere una conoscenza estremamente profonda di sé.

Per il nostro millennio

Forse alcuni la prenderebbero come una contraddizione. Alcuni penserebbero che augurare l’esattezza a un’epoca tormentata dalla perfezione, sia un controsenso bello e buono. Dobbiamo però tenere a mente che, come abbiamo detto, per Calvino esattezza non significa mancanza di difetti. Al contrario, egli ci augura di esprimerci e di vivere in maniera esatta. Non per quieto vivere o volontà altrui, ma perché solo così la nostra vita si colmerà di significato. E solo attraverso il significato, riusciamo a dare un senso al nostro fluire.

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