Una storia di mala giustizia finita però a lieto fine quella che riguarda Medhanie Tesfamariam Berhe, un uomo di 32 anni eritreo accusato ingiustamente di essere il responsabile di traffico di essere umani.

L’uomo, arrestato a Karthoum, in Sudan, il 24 maggio 2016, era stato scambiato dalle autorità italiane e britanniche per uno dei trafficanti più ricercati al mondo, Medhanie Yehdego Mered, conosciuto anche come “the general” (il generale), ha ottenuto in Italia lo scorso 2 agosto la protezione internazionale (cioè lo stato di rifugiato) dopo aver incontrato la Commissione Territoriale di Siracusa. Ora l’uomo potrà rimanere nel nostro paese, lasciando il centro di detenzione per rimpatri in Sicilia nel quale era detenuto.

Berhe era stato rilasciato dalle autorità italiane lo scorso 12 luglio, dopo che il giudice della Corte di Assise di Palermo, Alfredo Montalto, aveva ammesso l’errore di identità interrompendo così i 15 anni di pena alla quale era stato condannato l’uomo.

All’eritreo non é stata però tolta un’accusa molto più leggera, quella di favoreggiamento dell’immigrazione, dopo aver aiutato un suo cugino nel raggiungere la Libia. Il giudice ha deciso però di non dare pene aggiuntive, dal momento che Medhanie Tesfamariam Berhe aveva già  scontato 3 anni in carcere ingiustamente.

Ad aiutare il processo di liberazione è stato fondamentale anche l’aiuto di un documentario prodotto dalla televisione svedese SVT e dal quotidiano The Guardian che hanno mostrato come il reale ricercato si fosse trasferito a vivere nella capitale ugandese, Kampala.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here