Tra gli autori scelti per le tracce della prima prova c’è anche Leonardo Sciascia, con un brano tratto da “Il giorno della civetta”

Secondo le prime indiscrezioni la traccia della prima prova su Leonardo Sciascia riguarderebbe il romanzo “Il giorno della civetta”, il più noto dell’autore siciliano.

Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Chi è Sciascia

Leonardo Sciascia nasce a Racamulto (Agrigento) l’8 gennaio del 1921.

Considerato tra i migliori scrittori del ‘900, nelle sue opere si concentra soprattutto sulla Sicilia e sui suoi problemi, facendone una metafora per il resto del mondo. Le sue opere sono un punto di riferimento per la corrente letteraria del “realismo critico”.

Nel corso della sua vita da scrittore, giornalista e saggista, sarà considerato un importante riferimento politico per la sua generazione.

Fin dalle sue prime esperienze scolastiche, mostra un’ottima attitudine per le materie umanistiche. Trasferitori a Caltanissetta, avrà come insegnante l’autore Vitalino Brancati.

Brancati, Manzoni e Pirandello saranno, per Leonardo Sciascia, dei veri e propri punti di riferimento stilistici e teorici in ambito letterario.

Durante la sua formazione si avvicina all’antifascismo e alla lettura di autori nordamericani. Nel corso della guerra, nel 1943, comincia a lavorare negli uffici per l’ammasso obbligatorio del grano. Questa attività porta Sciascia ad avvicinarsi al mondo contadino.

Nel 1950 scrive “Favole della dittatura” e nel 1952 “La Sicilia”. Nello stesso periodo comincia a collaborare con diversi quotidiani come “La Stampa” e “L’Espresso”.

Negli anni ’70 decide di dedicarsi anche alla vita politica. Ricopre così, per breve tempo, la carica di consigliere comunale a Palermo (candidatosi con il Pci), e quella di deputato in Parlamento.

Muore a Palermo nel 1989, a causa di un tumore.

Poetica

Al centro dei romanzi di Sciascia c’è la Sicilia in tutti i suoi innumerevoli aspetti. I suoi romanzi, spesso costruiti come gialli, non hanno mai un lieto fine. Questa precisa scelta dell’autore sta ad indicare come per lui il trionfo della giustizia non possa mai essere dato per scontato.

Nelle sue opere l’autore denuncia l’operato delle mafie, la violenza, la corruzione e i legami dei politici con il malaffare.

Il giorno della civetta

“Il giorno della civetta” esce per la prima volta nel 1960 sulla rivista “Mondo Nuovo”. E’ sicuramente il romanzo più noto dell’autore.

Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli. 

Lo spunto gli venne da un fatto reale di cronaca, ovvero l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. 

Il titolo è stato scelto in riferimento a un passo dell’ “Enrico IV” di Shakespeare. Sciascia ha spiegato che tale tale riferimento è stato scelto per indicare il fatto che una volta la mafia agiva in segreto, come un animale notturno, la civetta appunto. Ora, invece, ha un potere talmente grande da poter agire anche alla luce del giorno.

Si presenta come un romanzo giallo, ma è sopratturro un romanzo di denuncia.

Leonardo Sciascia si schiera così apertamente contro il clima di violenza e intimidazione della mafia in Sicilia, l’omertà dei cittadini e la complicità della classe politica.

Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.   

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