Leonardo da Vinci: Il genio fuori dal tempo

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Leonardo da Vinci (Leonardo di Ser Piero d’Antonio) è uno degli artisti più apprezzati del nostro tempo, aveva diversi interessi, per la scienza, per l’anatomia, per l’ingegneria (ne è la prova tutto l’impegno impiegato nella progettazione delle sue macchine), per la natura e, ovviamente, per l’arte.

Leonardo da Vinci: Figlio illegittimo e geniale

15 apr. 1452, Nachue un mio nipote, figliuolo di ser Piero mio figliuolo adì 15 d’aprile, in sabato a ore 3 di notte. Ebbe nome Lionardo. Batizollo prete Piero di Bartolomeo da Vinci.”.

Queste le parole che il nonno di Leonardo, il notaio Antonio di ser Piero da Vinci, scrisse nel suo registro. L’evento, seppur gioioso vista la nascita di un primogenito maschio, in realtà non fu proprio così lieto. Leonardo è un figlio illegittimo e questo, per l’epoca, voleva dire non aspirare pienamente ai beni di famiglia.

Il figlio di Antonio, Piero, era un giovane notaio che aveva dimora a Firenze, stava avviando la sua carriera notarile, quando nell’estate (precedente alla nascita dell’illegittimo) incontrò Caterina, ma aveva due difetti essere povera ed avere troppa bellezza. Il giovane Piero, al tempo promesso sposo di una donna di adeguato ceto sociale, Albiera di Giovanni Amadori, non volle farsi sfuggire una scappatella notturna in quella calda estate.

Ma il focoso temperamento del giovane notaio, fece si che l’anno dopo, il 15 aprile, nacque il piccolo Leonardo. Come da prassi dell’epoca la madre rimase col piccolo per almeno un anno, per via dell’allattamento, per essere poi allontanata definitivamente dal suo bambino. La povera Caterina non ebbe più contatti con la famiglia di notai e, soprattutto, non ebbe più occasione di vedere il piccolo Leonardo. Da quella famiglia ebbe un risarcimento monetario, e da quel momento di lei si seppe soltanto che andò in sposa ad un componente di una famiglia povera e di temperamento difficile, poi si perse ogni traccia.

Educazione ed istruzione

Come figlio illegittimo, Leonardo non aveva diritto ad accedere all’istruzione in particolare non gli era concesso imparare il latino (i testi notarili dell’epoca erano ancorascritti in latino), la grammatica e le basi di matematica, fondamentali per iniziare la carriera notarile.
Ma fu suo nonno, nonostante tutto, gli insegnò a scrivere e a leggere, questo se ne deduce dal fatto che leonardo aveva la tipica scrittura usata dai notai, mentre all’epoca a scuola, già usavano la scrittura tondeggiante.

Fu molto amato da suo nonno Antonio e sua nonna Lucia, anche suo zio Francesco (secondogenito di 17 anni) era molto legato a Leonardo e, per quanto ne sappiamo, furono le uniche persone che lo amavano davvero. Ne dimostra il fatto che il nonno sfida le leggi dell’epoca lasciandogli parte di eredità.

Leonardo vive si felice in quella casa con tutta la campagna intorno, ma si trova comunque in un limbo, non può aspirare alla carriera notarile, ma nemmeno essere un bracciante. Questo da la possibilità al genio di svilupparsi. Carta ed inchiostro sono i compagni che daranno sfogo a ciò che Leonardo vede. In quell’enorme lasso di tempo libero, inizia a disegnare ogni cosa che si trova davanti ai suoi occhi, il suo talento è insindacabile, Leonardo ha l’arte innata.

Ser Piero visto il grande talento del giovanissimo Leonardo, andò alla bottega del Verrocchio mostrando gli schizzi che il giovanissimo talento aveva fatto, chiedendo se avesse possibilità di guadagnare dei soldi con la sua arte. Quest’ultimo disse di star tranquillo che certamente Leonardo aveva un gran talento.

La vita privata

E di talento ne aveva eccome, collabrò con Michelangelo, ebbe grossi incarichi, in più si dedicava alla realizzazione delle sue opere e delle sue macchine. Quei progetti tanto strani per l’epoca. Eppure Leonardo aveva una visione che andava oltre.
Prima di morire scrisse il testamento e nominò esecutore dello stesso Francesco Melzi. Hi suoi fratellastri lasciò soltanto 400 scudi, il resto dell’eredità la lasciò alla sua vera famiglia (dopo quella in cui ha vissuto da bambino) i suoi discepoli. In particolare a Melzi lasciò la sua pensione tutti i suoi attrezzi e dipinti, ma anche tutti i suoi abiti. Si spense il 2 Maggio 1519, il grande genio del Rinascimento viene sepolto nella chiesa di S. Fiorentino ad Amboise.
Dei sui resti non vi è più traccia a causa delle profanazioni delle tombe avvenute nelle guerre di religione del XVI secolo.

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