Leggere per combattere la violenza: armarsi di cultura

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Prepariamoci al meglio a questa data.

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Vivere il proprio tempo, è una delle lezioni più utili che possiamo imparare dalla situazione corrente. Guardare al futuro, è un’azione complicata. Non si sa mai quello che ci potrebbe spettare. Noi tutti possediamo alcune aspettative. E con lo scorrere del tempo, queste potrebbero diventare realtà, come no. Ecco perché imparare a cogliere l’attimo, respirare la giornata, può rivelarsi un aiuto concreto al fine di costruire il futuro. Prendere coscienza del presente, non è altro che un mezzo per gettare le fondamenta di domani. Se domani sarà un giorno migliore, sarà perché l’oggi ha dato i suoi frutti. Combattere per i diritti umani è il primo passo per costruire un futuro roseo. Leggere per combattere la violenza, è un’azione tanto semplice quanto potente.

Leggere per combattere la violenza: perché è importante?

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Recita così, l’undicesimo articolo della Costituzione Italiana. Dal primo gennaio del 1948, questa carta è entrata in vigore in tutto il territorio italiano. Il suo fine, quello di creare uno stato civile, nel quale vigono i diritti umani e il rispetto reciproco tra i cittadini. La Costituzione è stata messa a punto dopo dopo che l’umanità ha assistito a ben due guerre mondiali. Dopo che migliaia di persone hanno perso la vita a causa della cattiveria umana e dell’ignoranza. Questi avvenimenti, hanno portato a una consapevolezza comune: l’arma migliore per combattere non è la guerra. E’ la cultura.

Creare e diffondere il sapere, significa dotare le persone con un’arma indistruttibile. Più potente di qualsiasi carrarmato. Capace di sconfiggere e prevenire ogni sorta di dittatura. Nelle scuole e nelle università, gli insegnanti dicono ai propri alunni: “Studiate per voi stessi, non per prendere un buon voto”. Questa frase, da molti sottovalutata, contiene una verità incontrovertibile. Non a caso, fare propria la conoscenza, ci permette di sviluppare noi stessi, di conoscere il mondo e affrontarlo con mezzi sempre migliori. Siamo nel 2020 e, sebbene la situazione che stiamo vivendo sia tutt’altro che facile, noi italiani non ci troviamo nel bel mezzo di una guerra combattuta con le armi. Tuttavia, quella della violenza è una battaglia sempre aperta. Tra un mese, il 25 novembre 2020, sarà la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ecco una lista di libri suggerita da Mondadori, per combattere un problema di cui si parla molto, ma che nessuno ascolta con attenzione.

Leggere per combattere la violenza, il primo suggerimento: L’ultima ragazza. Storia della mia prigionia, di Nadia Murad

Ci troviamo in Iraq, nell’agosto del 2014. I militanti dello Stato Islamico irrompono nel villaggio di Nadia Murad. Qui, uccidono seicento uomini adulti a colpi di  kalashnikov. Le donne vengono invece rapite e caricate su alcuni autobus dai vetri oscurati. Per la protagonista del racconto, e per molte altre donne, inizia il calvario. Le ragazze vergini e non appartenenti alla religione islamica, vengono separate dalle sorelle e dalle madri sposate. Queste donne vengono ridotte a oggetti. I terroristi dell’ISIS le considerano come schiave, da utilizzare a fini commerciali o per soddisfare le loro voglie. Proprio come merce di scambio. Nadia, oggi è una donna libera. Autrice del volume, ha scelto di rompere il silenzio, raccontando il genocidio subito dal suo popolo tra queste pagine. Il suo messaggio è quello di non farsi sopraffare dalla violenza, di parlare, di continuare a combattere per se stessi e per il resto del mondo.

Donne, razza e classe, di Angela Davis  

Si tratta di un libro uscito per la prima volta nel 1981 negli Stati Uniti D’America. Il testo, si sviluppa attraverso un’analisi del rapporto tra donne, razza e classe all’interno dello stato americano. Ci troviamo ad uno dei capisaldi del femminismo, pioniere dell’evoluzione del movimento. Scorrendo queste pagine, s’intraprende un viaggio tra la storia del black feminism e le sue lotte. Prima tra tutte, la battaglia contro gli abusi delle donne afroamericane, nonché gli stereotipi contro ai quali l’intera popolazione di quest’etnia lotta ancora oggi.

Una storia nera, di Antonella Lattanzi

Ecco un libro d’eccezione. Questa volta, non stiamo parlando di un’autobiografia o di un saggio. Al contrario, questo volume racchiude un romanzo giallo. Tra personaggi ambigui e trame intriganti, Antonella Lattanzi ci trasporta in un mondo composto da eventi che si susseguono tra di loro, ognuno riportante un messaggio ben preciso. Il testo, ci conduce tra i confini tra il bene e il male. L’intento dell’autrice, è quello di attirarci nel suo universo, di modo da apportare alle nostre menti una riflessione sul tema della violenza.

Liberasempre. Storia vera di Ayse Durtuc, di Giovanna Nina Palmieri 

Nina Palmieri è un’inviata del programma televisivo “Le Iene”. Attraverso queste pagine, la donna racconta la storia di Ayse. Ayse è una ragazze nata in Italia da genitori musulmani. Il suo sogno, è quello di vivere come le ragazze della sua età. Ad aiutarla in questo senso, la sua migliore amica Chiara che le regala il primo paio di jeans, e il suo ragazzo, Antonio. I suoi genitori non approvano quel modo di vivere “troppo occidentale”. Ecco perché la coppia decide di mandare la figlia in Turchia, dalla famiglia paterna. Qui, le viene impedito qualsiasi contatto con gli amici italiani. Chiara, insospettita da quel lungo silenzio, contatta “Le Iene”. Grazie alla tenacia dell’inviata Nina Palmieri, del suo collega Nicola Barraco e all’intervento delle forze dell’ordine, Ayse torna in Italia. Qui, la ragazza, incomincia la vita libera che tanto sognava.

Se questi sono gli uomini. La strage delle donne, di Riccardo Iacona 

“Solo a metà del 2012 sono più di 80 le donne uccise in Italia dai loro compagni. 137 nel 2011. Una ogni tre giorni. Riccardo lacona ha attraversato il paese inseguendo le storie dei tanti maltrattamenti e dei femminicidi”. Questo libro, racconta di una guerra. Una guerra che si consuma nelle case, nelle scuole, sui posti di lavoro, per le strade. All’interno di quei luoghi dove ci si dovrebbe sentire protette. Riccardo Iacona ci fa sentire il frastuono di questa battaglia troppo silenziosa. Ci rende partecipi dei suoi spargimenti di sangue. E ci fa comprendere che il problema delle violenza sulle donne, non è unicamente un problema di quest’ultime.

La sposa bambina, di Nojoud Ali

Quella di Noujoud Ali, è una storia a lieto fine, ma non una favola. Nojoud è una bambina di appena otto anni, costretta a sposare un uomo sconosciuto di trent’anni. L’infanzia della bimba viene dunque rinnegata. La piccola si ritrova all’interno di una relazione con un adulto, una persona violenta che fa di lei ciò che vuole. Nojoud subisce abusi e violenze per anni. Dopodiché, si ribella. Ormai diventata ragazza, si ribella alla legge degli uomini. Si dirige al tribunale di Sana’a, dove chiede il divorzio. Ecco che allora, la donna si dota della ali della libertà. E comincia a volare lontano. Lontano da quella sofferenza, ma vicino alle donne che ancora vivono lo strazio della violenza.

Non mi fai più paura, di Adele Dolci

Dopo un matrimonio fallito, Adele incontra Simone. I due s’innamorano e ben presto diventano una coppia di fatto. Solo che quell’amore sembra consumare la donna giorno dopo giorno, isolandola dal mondo esterno, e dagli affetti di sempre. L’arrivo di un bambino fa sperare Adele in un miglioramento. La protagonista, si aspetta che nel momento in cui il marito stringerà il loro piccolo tra le braccia, ritornerà l’uomo del quale si era innamorata. Invece, le cose non fanno che peggiorare. Inizia per Adele un vero e proprio calvario, che poi la condurrà verso la consapevolezza e la libertà.

Ferite a morte, di Serena Dandini

Il femminicidio è un reato che colpisce ancora troppe donne, in Italia e nel mondo. E’ la conseguenza diretta di una violenza silenziosa, che agisce in maniera subdola. Può infatti succede che le donne percepiscano la sofferenza che stanno provando per mano dell’uomo che dice di amarle, ma che non abbiano idea di come fermarla. Il femminicidio è una piaga della quale si parla poco, e in maniera spesso inadeguata. Ecco perché questo libro ha il potere di aprirci gli occhi. Ecco perché leggere per combattere violenza, può salvare la vita di molte persone.

Amare uno stalker. Guida pratica per prevenire il femminicidio, di Ruben De Luca

Prevenire è meglio che curare. Lo diciamo di continuo. E quando si parla di violenza, questo detto non è mai così reale. Questo libro è un’autentica guida sull’autodifesa personale. Non è un volume tecnico. Tra queste pagine, si possono trovare preziosi consigli, suggerimenti ed esempi, per far fronte alla violenza prima che essa sfoci nella tragedia.

Leggere per combattere la violenza, l’ultimo suggerimento: Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi  

La violenza ha la sua cultura. Non si tratta di un sapere positivo, bensì di una serie di convinzioni e stereotipi portanti avanti, che minano alla sicurezza delle persone e instillano nella loro mente la normalizzazione del fenomeno. Questo è ciò che è successo durante la rivoluzione di Khomeini, a Theran. La catechesi islamica ha convinto le ragazze a non cedere alla cultura e al sapere, alla letteratura. Di modo che queste non comincino a pensare autonomamente, ma siano sempre e comunque schiave di un sistema malato.

Leggere per combattere la violenza: armarsi consapevolmente

Non smetteremo mai di dirlo: combattere la violenza non è mai fuori moda. E per farlo, è necessaria consapevolezza, sapienza, cultura. Ancora oggi, sono sempre di più le donne che vanno incontro a questo mostro. Al loro sostegno, i centri antiviolenza operano senza sosta, al fine di donare loro un aiuto concreto. Per non lasciarle mai da sole. Solo che, l’aiuto deve diffondersi tra tutte le persone di questo pianeta. Nessuno è escluso dalla lotta. Ricordiamoci che la violenza contro donne, non è un un problema unicamente di quest’ultime. Esso, riguarda tutti. Leggere per combattere la violenza, è un’azione che tutti possiamo svolgere. Leggendo per noi stessi e ai nostri bambini. Perché tutti dobbiamo agire per sconfiggere il mostro.

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