Legge Merlin: 62 anni dall’abolizione delle case di tolleranza

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Era il 20 febbraio del 1958 quando venne approvata definitivamente la legge Merlin che aboliva le case di tolleranza. A settembre dello stesso anno vennero chiusi 560 bordelli che ospitavano circa 2.700 prostitute. 

Legge Merlin: una battaglia durata 10 anni

Questa legge, che oggi compie 62 anni, porta il nome di Lina Merlin la senatrice socialista che per anni si è battuta per la causa. Questo testo di legge ha impiegato la bellezza di 10 anni prima di ottenere il parere favorevole del parlamento. Già nel 1948 Angelina Lina Merlin presenta un primo disegno di legge alla camera. La socialista sostiene con forza la libertà di scelta per ogni singolo cittadino:”Io voglio vivere in un paese di gente libera anche di prostituirsi purtroppo. Ma libera”. 

Quella del 1948 è un’italia in cui le donne hanno da poco conquistato il diritto al voto e muovono i primi passi verso l’emancipazione. Sempre nel 1948 l’allora ministro degli Interni Mario Scelba vieta l’uso del bikini sulle spiagge. La senatrice Merlin non si lascia scoraggiare e dà inizio alla sua battaglia per l’emancipazione femminile. 

La prostituzione non è mai completamente libera

L’iter: dal progetto “Lettere dalle case chiuse” al promulgazione della legge

Nel 1951 la Merlin insieme alla giornalista Carla Barberis, dopo aver visitato la maggior parte delle case chiuse italiane, pubblicano “Lettera dalle case chiuse” una rassegna per le Edizioni del Gallo. Il progetto giunge nel 1952 in Senato, per la prima volta, ma sul finire della legislatura e non diventa legge. L’anno successivo l’emendamento viene nuovamente presentato alle in parlamento e ne segue un dibattito politico che termina con la votazione del 29 gennaio 1958 alla Camera dei deputati. Con 385 sì e 115 no viene approvata la Legge Merlin che abolisce le case chiuse e regolamenta il fenomeno della prostituzione. Quella mattina la senatrice si fa immortalare dai fotografi mentre apre la finestra di una casa di tolleranza, un gesto che è rimasto nella storia dell’emancipazione femminile italiana.


In quella stessa sera al TG il giornalista Ugo Zatterin annuncia l’evento anche se, senza mai pronunciare il nome di ciò che viene abolito: “Oggi, poco prima che Togliatti aprisse con un discorso fiume un dibattito sulla politica estera che terrà impegnata per alcuni giorni la Camera, i deputati hanno approvato (385 sì, 115 no) la famosa legge Merlin. L’Italia era ormai l’unico paese d’Europa in cui il problema sollevato dalla senatrice Merlin non fosse stato risolto, e anche di recente l’Onu aveva sollecitato l’Italia perché lo risolvesse, dato che il suo statuto impone a tutti i paesi membri di adottare una soluzione come quella che è stata finalmente adottata”.

Cosa prevede la legge Merlin

La legge Merlin disciplina il fenomeno della prostituzione in Italia con l’abrogazione delle famose “case chiuse” ovvero quei luoghi privati in cui veniva esercitata legalmente la prostituzione. La legge Merlin abroga di fatto le disposizioni, fino allora vigenti, emanate dal governo Crispi nel dicembre 1883 e punisce il reato di sfruttamento e favoreggiamento alla prostituzione. L’esercizio di questa pratica non viene dalla legge considerato reato, di conseguenza chi la esercita non può essere schedato nemmeno a livello sanitario. La parte centrale della Legge Merlin, inoltre, apporta modifiche sostanziali al codice penale (allora in vigore) relativamente ai delitti di lenocinio, ovvero alla “tratta” della prostituzione per il quale sono previste una serie di pene fra cui la reclusione da due a sei anni per chi continua a possedere e dare in affitto locali in cui si esercita la mercificazione del corpo femminile.

In Veneto primo si a referendum per riaprire case chiuse

Lina Merlin: la prima donna a sedere al Senato

Nata Chioggia nel 1887, all’anagrafe Angelina Merlin è stata una delle donne più influenti della politica della prima repubblica italiana. Angela detta Lina ha conseguito studi magistrali che ha terminato in Francia, paese che ha influito molto sul sua visione politica. Angelina è stata un’agguerrita oppositrice della prima guerra mondiale nella quale ha perso due fratelli. Nel 1919 comincia la sua ascesa politica, la donna si è iscritta al PSI e pubblica i suoi pensieri sui fogli socialisti fondati da Anna Kuliscioff nel 1912. Nello stesso periodo ha inizio anche la sua collaborazione con Giacomo Matteotti (ucciso qualche anno dopo dai fascisti), proprio sul tema della condizione femminile. Lina è stata anche la direttrice della rivista “La difesa delle lavoratrici”.Nel 1926 la Merlin è allontanata dall’insegnamento perché si è rifiutata di giurare fedeltà al regime. Dopo una lunga formazione politica Angelina è stata la prima donna a sedere nel Senato della Repubblica ed è a lei che si deve un cruciale passaggio riportato nel art 3 della Costituzione Italiana che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza e opinione politica”. Quel “senza distinzione di sesso” è riferito proprio alla Merlin eletta nell’Assemblea Costituente del 1946. Nel ‘61 ha fine la sua esperienza politica nel Partito Socialista. La senatrice è morta a Padova il 16 agosto 1979.

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