La Signora del Barocco, la Firenze del Sud. Ecco come molti di noi conoscono Lecce, il capoluogo salentino le cui strade vestono Barocco. Dalla maestosa basilica di Santa Croce al Duomo e al Seminario, passando per le vie più strette e pittoresche, tra le tante chiese minori e gli altrettanti palazzi privati, il centro storico leccese pullula di architettura barocca.

Ma Lecce non è solo Barocco. La città ha avuto diverse vite: prima messapica, poi romana e durante il Medioevo ha conosciuto un lungo periodo fiorente come sede dell’omonima Contea. Dunque tante sono le testimonianze che ci tramandano il suo passato e tanti sono i luoghi che ci parlano del suo antico splendore. Fiore all’occhiello di questo patrimonio così versatile sono le Mura Urbiche, le fortificazioni cinquecentesche da poco restaurate e restituite alla nostra memoria, testimoni del cambiamento cruciale del mondo medievale in quello moderno.

Il parco delle Mura Urbiche

Inaugurazione del Parco delle Mura Urbiche, 22 dicembre 2018

E’ il 22 dicembre 2018 quando Lecce svela al pubblico un altro gioiello: il Parco delle Mura Urbiche, guscio di un passato a lungo dimenticato che restituisce alla città un altro importante pezzo di storia. L’opera di restauro, tutela e valorizzazione avviata nel 2011 ha interessato in particolare il tratto nord-occidentale della fortificazione spagnola del XVI secolo che volle l’imperatore Carlo V d’Asburgo, a fronte non solo della minaccia turca che già nel 1480 aveva assediato e conquistato Otranto ma anche in funzione del necessario rafforzamento difensivo richiesto dalle nuove tecnologie belliche.

La cinta muraria di Lecce fu in effetti completamente rinnovata e ampliata dall’ingegnere militare Gian Giacomo d’Acaya, che trasformò il curvilineo circuito medievale in un’imponente forma poligonale ai cui vertici si impostano possenti bastioni lanceolati. Simbolo di tanto ingegno è l’ aggressivo Bastione di San Francesco a doppia tenaglia, quel baluardo a nord-ovest del circuito consegnato alla città nel giugno del 2017 e che è stato il trampolino di lancio di questo grande progetto rivitalizzante che vuole essere il Parco delle Mura.

E ora, a poco più di un anno dal recupero del primo lotto della cinta muraria, lo svuotamento del fossato nell’area dell’ex Carlo Pranzo è completato e il giardino storico di Palazzo Giaconia, subito dietro le mura, torna a splendere di luce propria: oggi una passerella attraversa l’ex stadio facendo catapultare il visitatore direttamente nel centro storico di Lecce attraverso lo sfondo, quasi magico, di giardino Giaconia. I giochi di luce dei camminamenti e le aree verdeggianti che dipingono tutta la zona dell’ex Carlo Pranzo regalano nuova vita all’intero percorso.

Il parco come collante culturale

Ma Lecce non smette di stupire. Gli scavi archeologici qui condotti dall’Università del Salento hanno riportato alla luce un tratto di strada romana che doveva verosimilmente collegare Lupiae a Brundisium, poi obliterato dalle successive modifiche medievali.

Dunque non un semplice ponte quello recentemente inaugurato ma un collante urbano e culturale a tutti gli effetti, in grado di coniugare armoniosamente le tante sfumature che un passato millenario come quello di Lecce assume inevitabilmente.

L’Esperienza Mura è un progetto che vuole idealmente collegarsi al Parco del Belloluogo, al Cimitero monumentale e al complesso degli Olivetani, tutti significativamente ubicati all’entrata settentrionale della città, nel tentativo di tracciare un percorso all’insegna della storia e della bellezza, regalando ai nostri occhi uno spettacolo in scena da molti secoli. Non resta che attrezzarci di curiosità – e perché non di un buon pasticciotto – e scoprire un altro volto, quello non barocco, della città di Lecce.

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3 COMMENTS

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