Leader dei Labour aggredito dopo i commenti di Johnson

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Leader dei Labour aggredito dopo i commenti di Johnson

Il premier britannico Boris Johnson cerca di trovare delle distrazioni al PartyGate, ma lo fa nel peggiore dei modi. Nel mezzo del PartyGate, che sta portando il governo alla rovina, Johnson ha falsamente affermato che il leader dei Labour Starmer non era riuscito a perseguire Jimmy Savile, una defunta star televisiva che ha abusato di centinaia di bambini, mentre era procuratore capo d’Inghilterra. Dopo le parole di Johnson, Stramer è stato aggredito da una folla di No Vax. Ora, Johnson è accusato di aver “avvelenato” il clima contro il rivale. Anche i conservatori hanno chiesto al premier di scusarsi, ma lui ha risposto che non lo farà.

Leader dei Labour aggredito: cos’è successo?  

Un gruppo di No Vax ha aggredito il leader dei Labour, Keir Starmer, dopo che il premier Boris Johnson ha accusato Starmer di non aver indagato Jimmy Savile, DJ e presentatore TV accusato di pedofilia, all’epoca in cui era procuratore capo d’Inghilterra. Un’accusa bollata come falsa da più parti. L’attacco è avvenuto davanti al parlamento, quando Starmer, in compagnia del deputato David Lammy, stava lasciando la camera dei Comuni per raggiungere a piedi il suo ufficio a poche centinaia di metri di distanza. I parlamentari laburisti hanno espresso tutta lo loro indignazione per l’accaduto. Anche i conservatori hanno chiesto a Johnson di ritrattare e scusarsi per le affermazioni fatte contro Starmer. Dal canto suo, Johnson ha affermato che non si scuserà.  Il premier ha chiarito le sue osservazioni, affermando che non intendeva insinuare che Starmer non fosse riuscito personalmente a perseguire uno dei più famosi molestatori sessuali della Gran Bretagna.

L’indignazione dei partenti di Jo Cox

La sorella e il marito di Jo Cox, la deputata laburista assassinata nel 2016 da un estremista di destra durante i dibatti per la Brexit, ha messo in guardia sulle conseguenze dei politici che danno credito alle cospirazioni di estrema destra. Il marito di Cox, Brendan, ha affermato che la scelta del primo ministro di “iniettare veleno nella politica” con il suo commento ha avuto “conseguenze non intenzionali”. “Se fosse una tantum, penso che potremmo essere più ottimisti al riguardo”, ha detto al programma Today di BBC Radio 4. “Penso che le persone direttamente responsabili di quello che è successo ieri siano le persone che hanno compito il gesto. Tuttavia, è anche vero che se si inietta del veleno nella politica, ciò ha tutta una serie di conseguenze non intenzionali a cui le persone reagiranno in modi diversi e che a volte possono portare all’intimidazione, può portare alla violenza, può portare nell’estremismo”.

La sorella di Cox, Kim Leadbeater, ha dichiarato: “Sono incredibilmente arrabbiata e sconvolta dalle scene che abbiamo visto ieri. Continuo a pensare alle famiglie e agli amici di Keir e David. Ma queste cose non accadono e basta. Le parole hanno conseguenze, i leader hanno il dovere di comportarsi in modo responsabile e la politica non è un gioco. Il nostro Paese merita molto di meglio”.

Bryant: è ora che Johnson lasci  

Chirs Bryant, parlamentare laburista, in un editoriale su The Guardian intitolato “Boris Johnson ha incitato una folla violenta. Anche i fedeli Tory ora devono rendersi conto che deve andarsene”, ha affermato che non è la prima volta che il premier incita la violenza.  Inoltre ha sottolineato che Johnson sapeva esattamente cosa stava facendo. “Johnson sapeva esattamente cosa stava facendo quando ha affermato falsamente che Starmer non era riuscito a perseguire Savile quando era direttore della pubblica accusa. Ne aveva discusso in anticipo con i suoi consiglieri. Sapeva di essere contro il muro e voleva disperatamente una distrazione. Gli fu sconsigliato, nei termini più forti. Gli è stato detto che era irresponsabile e pericoloso. Stava dissipando le teorie del complotto dell’estrema destra nel Regno Unito e negli Stati Uniti e stava dando aiuto a elementi pericolosi nella società. Stava fornendo una piattaforma autorevole per i personaggi più cattivi del corpo politico”, ha scritto Bryant.


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