Le streghe moderne sono W.i.t.c.h.

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Qual è la prima cosa che ci viene in mente, quando sentiamo la parola “strega”?

Ragionando per luoghi comuni, possiamo tratteggiare questa figura in pochi punti caratteristici: cappello a punta, scopa volante, naso adunco. E, almeno fino a qualche anno fa, era così.

Ma poi è arrivato il 2001. Un gruppo di ragazzi italiani – affiancati dalla scrittrice Elisabetta Gnone che si occupava delle storie – formato da Barbara Canepa, Alessandro Barbucci e Valentina De Poli (Veronica Di Lisio a sostituirla dal 2007) hanno pensato che l’accezione negativa delle streghe fosse ormai superata. Certo, c’erano state le Streghe del 1998 con il viso di Shannen Doherty, Alyssa Milano e Holly Marie Combs, e prima ancora (1996) la Sabrina di Melissa Joan Hart; ma nulla di tutto ciò era a fumetti, nulla era pensato unicamente per un pubblico di bambini/adolescenti. Ci voleva un’idea nuova: qualcosa che rendesse le streghe più simpatiche, più vicine. Ed ecco l’idea: perché non disegnare un gruppo di streghette adolescenti?

Dietro l’acronimo W.i.t.c.h., la traduzione inglese del termine, si nascondono i nomi delle giovanissime protagoniste. Tutto comincia quando Will Vandom, tredici anni, si trasferisce con la madre Susan a Heatherfield (una città inventata, per completezza di informazione) per lavoro. È lei il collante che attira a sé il resto del gruppo di coetanee: investite del titolo di Guardiane per proteggere il regno parallelo di Meridian, onore ricevuto direttamente dalle mani di una delle precedenti, le cinque comandano i quattro elementi. Will invece, la leader, detiene il Cuore di Kandrakar che permette loro di trasformarsi.

Irma, vivace Guardiana dell’Acqua; Taranee, saggia Guardiana del Fuoco; Cornelia, concreta Guardiana della Terra; Hay Lin, fantasiosa Guardiana dell’Aria, nipote di una delle vecchie Guardiane.

La storia si muove tutta intorno a loro, fra compiti e battaglie per la salvezza del mondo, inevitabili screzi fra amiche e primi amori, a volte sbagliati. E ancora genitori severi, fratellini pestiferi e nemici sempre più forti, con tematiche che si fanno più adulte mano a mano che la storia va avanti e i personaggi cambiano, sbagliano, si rialzano e crescono.

Da questa serie di fumetti di enorme successo è stata tratta nel 2004 una serie animata, divisa in due stagioni di 26 episodi ciascuna. La prima si mantiene abbastanza fedele alla storia originale, pur con l’aggiunta del personaggio di Blunk, simpatico folletto verde. Più centrale anche il ruolo di Caleb, “l’amore dei sogni” della bionda Cornelia, reso forse più umano e meno idealizzato. La seconda stagione invece prende una strada completamente diversa, e potrebbe risultare ostica ai “puristi” del fumetto, che per molte ragazzine ha rappresentato un vero fenomeno di costume.

Non è facile spiegare a fondo il successo delle W.i.t.c.h. Si può riassumere in un concetto molto semplice: Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin hanno riscritto totalmente il concetto antico di strega, ribaltando ogni stereotipo e rendendo queste figure più colorate e divertenti. In parte anche perché ognuna delle protagoniste ha una sua personalità e un suo carattere, delle passioni e degli hobby, e questo aiutava tutte le giovani fan a riconoscersi in una piuttosto che nell’altra.

Come di consueto lascio qui sotto il link della sigla della serie animata: sapevate che ad interpretarla sono le Lucky Star, gruppo nato dal talent Popstars e delle quali ha fatto parte Emma Marrone?

https://www.youtube.com/watch?v=XcuZA7eQSaw

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