Le riforme giudiziarie polacche “violano” i valori fondanti della UE, afferma un consulente legale

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People hold candles and Polish national flags as they take part in a demonstration in front of the Polish Supreme Court on July 23, 2017 in Warsaw to protest against the new bill changing the judiciary system. Protesters take to the streets across Poland after lawmakers adopted a controversial reform of the Supreme Court despite the threat of unprecedented EU sanctions. The rallies sprung up after the lower house of parliament, which is controlled by the ruling conservative Law and Justice (PiS) party, voted 235 to 192 -- with 23 abstentions -- in favour of giving the government power to select candidates for the court. / AFP PHOTO / JANEK SKARZYNSKI (Photo credit should read JANEK SKARZYNSKI/AFP/Getty Images)


Riforme che potrebbero influenzare i giudici, da parte del governo, e “pregiudicare l’indipendenza della Corte Suprema”.

Le riforme polacche della Corte Suprema, compreso l’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici, sono “contrarie al diritto dell’UE”, ha dichiarato giovedì un alto consigliere della Corte europea.

L’avvocato generale Evgeni Tanchev ha dichiarato che la Corte di giustizia europea dovrebbe decidere che le disposizioni delle leggi polacche relative all’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici della Corte suprema a 65 anni sono una violazione del diritto dell’UE. La sua osservazione rispecchia anche  la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea in aprile.

“Le misure contestate violano i principi di irremovibilità dei giudici e dell’indipendenza giudiziaria”, ha scritto Tanchev.

La Polonia ha introdotto una nuova legge sulla Corte suprema nell’aprile 2018, abbassando l’età pensionabile per i giudici ed obbligando quelli che compiono 65 anni prima della data limite del 3 luglio a dimettersi, a meno che non abbiano ufficialmente richiesto al presidente della Polonia di estendere il loro mandato ed abbiano un certificato di salute che mostri di essere in grado di continuare a svolgere il proprio servizio.

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro la Polonia all’inizio di questo mese, tra le motivazioni il fatto che la nuova legge, introdotta dal partito di Giustizia e Legge (PiS) al governo, contraddica i principi dello stato di diritto dell’UE.

Tanchev ha osservato che “l’intervento e le pressioni esterne” del presidente della Polonia sono un particolare motivo di preoccupazione. Il sigillo presidenziale di approvazione di un giudice per continuare a lavorare “danneggia” l’indipendenza della corte, ed influenza inevitabilmente le decisioni che i giudici faranno, ha detto Tanchev.

“Soprattutto se si considera anche l’obbligo di richiedere al Presidente della Repubblica l’estensione dell’età pensionabile”, ha affermato.

La Corte di giustizia europea ha ordinato alla Polonia, a dicembre, di sospendere l’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici, che il PiS aveva già detto avrebbe cancellato. 


Ma, nonostante le opposizioni interne che si registrano in questi giorni (una manifestazione di 1.400 è stata convocata per sostenere Malgorzata Gersdorf nel suo atto di disobbedienza ad Andrezej Duda), il partito Legge e Giustizia continua a essere popolare nel paese, con gli ultimi sondaggi presentati da CBOS (Centrum Badania Opinii Spolecznej) che lo vedono al primo posto con il 40 per cento delle intenzioni al voto.

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