Le reazioni di breve durata al cervello si chiamano emozioni

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Le emozioni

“Ho paura”, “ti amo”, “mi manchi”. Chi di noi non ha almeno una volta pronunciato tali frasi? Ma al di là della terminologia stessa, ciò che si prova dal momento che si pensano al momento che si espongono; le chiamiamo emozioni. Ma che cosa sono esattamente?

Come funzionano a livello cerebrale le emozioni?

Rabbia, paura, gioia, tristezza e disgusto, sono le principali emozioni che ci sono note. Sebbene le sappiamo distinguere perfettamente, forse non ne conosciamo davvero il significato a livello cerebrale. Iniziamo, quindi, dal dire che è possibile definirle reazioni ben organizzate dal cervello di breve durata. Sono associate a tre componenti differenti tra loro:

  • COMPONENTE SOMATOMOTORIA: Questa, riguarda prettamente i movimenti fisici e le espressioni facciali. Ad esempio, l’espressione scaturita sul volto di una persona spaventata a morte.
  • NEUROVEGETATIVA: Associata all’accelerazione del battito cardiaco, all’aumento di sudorazione e la frequenza maggiorata del respiro.
  • NEUROENDOCRINA: Le emozioni, sono spesso dettate da un drastico cambiamento ormonale che ne favorisce l’espressione.

Analizzando la situazione dal punto di vista anatomico, è possibile, quindi dire che sono coinvolti i gangli base, l’amigdala ed anche l’ipotalamo. Quest’ultimo è dedicato alle funzioni neurogenerative. L’amigdala analizza le emozioni negative, quali rabbia e paura. Mentre, i gangli, stabiliscono quali siano quelle positive.

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Esempi pratici

Partendo sempre dal presupposto che l’emozione della paura implichi di fatto, la conoscenza di un pericolo. Ciò, sta a significare che sia estremamente più facile riscontrare tale peculiarità in un adulto piuttosto che in un bambino. Perché, l’adulto ha imparato, nel percorso della crescita, che cosa siano le cose pericolose, mentre l’infante no. Avete mai sentito un genitore dire “mio figlio non conosce il pericolo?” Ecco, è esattamente a questo che ci riferiamo. Non lo conosce perché non ne ha ancora preso coscienza. Quando vediamo qualcosa che ci spaventa, entra in funzione l’amigdala, che si collega all’ipotalamo. Questo provocherà nel corpo reazioni come sudorazione e battito accelerato. Il lobo frontale, darà tutte le informazioni necessarie sull’imminente pericolo.