Le pubblicità sessiste che mostrano la donna come stereotipo

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Lo stereotipo femminile

Sebbene siamo molto lontani dagli anni ‘50, la donna rappresentata nelle pubblicità, è molto simile allo stereotipo femminile di quegli anni. La donna casalinga, la donna che cucia ed infine che si occupa della prole, mentre il marito in abiti da lavoro, porta la pagnotta a casa.

Uno stereotipo femminile che non passa?

Pare proprio di no e, allora come oggi, il ruolo della donna non sembra aver cambiato forma davanti agli occhi disattenti di una società maschilista. Il tutto è per lo più legato sempre allo stesso concetto dell’inserimento nel mondo del lavoro e dell carriera personale, della donna. Non pare che il genere femminile abbia scelta di essere realmente ciò che si prometta di essere. Ma che lo stesso venga rappresentata quale madre che accudisce i bambini, cuoca di famiglia e riferimento domestico per il proprio marito. Per contro l’uomo ha sempre il proprio abito da lavoro, a prescindere dal lavoro che faccia. Sebbene molte volte venga rappresentato come uno splendido soggetto in giacca e cravatta con una 24 ore; pronto ad affrontare la giornata, dopo che la compagna l’ha rifocillato con una bella colazione. Ma la realtà delle cose è ben distinta dalla fantasia e, adesso più che mai, i ruoli tra uomo e donna si fondono e si confondono.


Donne al ristorante, ancora troppi stereotipi


Il nuovo ruolo della donna nella società odierna

Capita sempre più di frequente che l’uomo resti a casa con i bambini mentre la donna si prepara ad affrontare la giornata lavorativa. Non si tratta di una problematica di genere, sebbene un ruolo che sta via via definendosi maggiormente: quello femminile. A prescindere dal fatto che ai giorni d’oggi, tutte le coppie devono lavorare. I soldi di un singolo componente non sono più sufficienti a mandare avanti la famiglia. I costi della vita sono sempre più alti e può capitare che il ruolo di rilievo femminile sia meglio retribuito di quello maschile. Casi rari si intende, ma capita. Da questo si arriva inevitabilmente ad uno scambio, in cui molti si sentono a disagio solo perché la donna, la parte che partorisce la prole, abbia un posizione di rilievo rispetto all’uomo. Tutti questi stereotipi, come nelle pubblicità, sono frutto di un’epoca che è stata ma che è destinata a scomparire.

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