Le principesse e il caso Orlandi: mistero sulle tombe trovate vuote in Vaticano

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Dopo che le tombe delle due principesse, aperte lo scorso 11 luglio, sono risultate vuote, il Vaticano ha disposto la repertazione dei materiali ossei ritrovati all’interno di due ossari del Cimitero Teutonico.

Importanti novità sul caso di Emanuela Orlandi, dopo che lo scorso 11 luglio, la tomba delle due principesse che, secondo una segnalazione, avrebbero dovuto contenere anche i resti della ragazza, sono stati trovati vuoti.

Le due tombe dove, secondo le informazioni ottenute dalla famiglia Orlandi avrebbero dovuto esserci i resti di Emanuela insieme a quelli delle due principesse dell’Ottocento

Il ritrovamento di due ossari sotto il pavimento del cimitero Teutonico

Durante gli scavi nella zona dei sepolcri delle due principesse ottocentesche, sono stati trovati due ossari chiusi all’interno di una botola. Questi ultimi sono stati subito sigillati in attesa dei successivi esami sui resti ossei contenuti al loro interno. Dagli accertamenti documentali svolti dalle autorità vaticane è stato accertato che negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso sono stati effettuati lavori di ampliamento del Pontificio Collegio Teutonico, immediatamente adiacente al cimitero. Tali opere hanno interessato, oltre al collegio stesso, anche alcune aree adiacenti, tra le quali lo stesso Cimitero Teutonico. Potrebbe essere questa, dunque, la ragione dell’assenza delle spoglie delle due principesse dalle loro tombe, che potrebbero essere state traslate in altro luogo per consentire i lavori di ampliamento del collegio.

La botola all’interno della quale sono state trovati gli ossari che saranno esaminati il prossimo 20 luglio

Gli accertamenti sui resti ritrovati nei due ossari, su disposizione dell’Ufficio del Promotore di Giustizia del Vaticano, avverranno a partire dalle 9:00 del 20 luglio prossimo, alla presenza dei periti vaticani e di quelli della famiglia Orlandi.

Dopo trentasei anni dalla scomparsa il Vaticano ha aperto un’inchiesta sulla vicenda Orlandi

Il Vaticano, che nell’aprile scorso, per la prima volta dopo quasi 36 anni, aveva aperto un’ inchiesta interna per far luce sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, disponendo l’apertura dei due sepolcri, vuole ora chiudere in fretta il giallo delle due tombe vuote, che aveva suscitato molto scalpore nell’opinione pubblica, sconcertata anche dal fatto che non si sapesse dove fossero finiti i resti ossei delle principesse Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklemburgo, morte rispettivamente nel 1836 e 1840. Se le ossa che saranno esaminate il prossimo 20 luglio risultassero appartenenti alle due principesse, il mistero delle tombe vuote sarebbe risolto e inoltre, il giallo del Cimitero Teutonico non c’entrerebbe nulla con la scomparsa della Orlandi, in quanto lo spostamento delle spoglie delle due nobildonne, risalirebbe a un periodo antecedente alla scomparsa della quindicenne vaticana.

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Nella vicenda dei resti ossei del Cimitero Teutonico, entra anche Francesca Immacolata Chaouqui, ex componente del Cosea ( Commissione sulle attività economiche della Santa Sede), indagata e processata in seguito allo scandalo Vatileaks. A tirare in ballo la donna è stato Pietro Orlandi, fratello di Emanuela che nel corso di un’intervista rilasciata a News Mediaset ha dichiarato: “Vorrei che la magistratura vaticana facesse immediatamente un passo avanti. E per questo chiederei che fosse ascoltata una persona. Questa persona si chiama Francesca Immacolata Chaouqui, che è un’ex dipendente del Cosea, un organismo voluto da Papa Francesco”. “Qualche giorno prima dell’apertura delle tombe” continua OrlandiLa Chaouqui mi ha chiamato dicendomi che le due tombe aperte sarebbero risultate completamente vuote”. Pietro Orlandi si chiede dunque per quale motivo Francesca Immacolata Chaouqui sapesse prima dell’apertura che le due tombe sarebbero state trovate vuote, chiedendo alla magistratura vaticana essere indagato per riferire sulla telefonata ricevuta dalla donna il 10 luglio scorso.

Francesca Immacolata Chaouqui avrebbe anticipato a Pietro Orlandi che le tombe erano vuote

Il Vaticano, con l’avvio delle indagini che hanno disposto l’apertura delle due tombe e i successivi accertamenti sugli ossari programmati per il prossimo 20 luglio, per la prima volta dalla scomparsa di Emanuela ha deciso di occuparsi ufficialmente del caso, permettendo ai legali e ai periti della famiglia Orlandi di presenziare nel corso degli accertamenti sui resti ossei. L’individuazione a tempo di record degli ossari in cui potrebbero essere presenti i resti delle due principesse, mostrano la determinazione delle autorità vaticane a chiudere in fretta e con la massima trasparenza la vicenda.

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