Le nuove restrizioni sugli spostamenti

le restrizioni sugli spostamenti, cosa si può fare e cosa no ora che l'italia è zona protetta

0
1044
restrizioni sugli spostamenti

La sera del 9 Marzo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha esteso le misure restrittive dalle aree del Nord Italia a tutto il paese. A partire da Martedì 10 Marzo in Italia ogni cittadino dovrà seguire le nuove regole riguardanti gli spostamenti. In questo modo si cercherà di rallentare e contenere la diffusione del nuovo Coronavirus e di evitare il più possibile il collasso delle strutture sanitarie.

Sono molte le regole estese a tutta Italia: le scuole rimarranno chiuse fino al 3 Aprile, la serie A di calcio è stata sospesa, i bar e i ristoranti sono chiusi dopo le 18. In primo luogo, però, le restrizioni che nei giorni scorsi hanno generato più dubbi sono quelle riguardanti gli spostamenti.



È importante sottolineare che gli spostamenti permessi all’interno del decreto devono essere motivati da un modulo di autocertificazione. Chi non può stamparlo può ricopiarlo o compilarlo al momento del controllo. E’ possibile trovarlo qui.

Tutti devono fare la propria parte ora, questa è una situazione che nessuno ha mai affrontato prima e il modo migliore per superarla è seguire le regole, fidarsi degli esperti e anche dei politici che stanno affrontando questa situazione nuova e delicata. La sanità Lombarda è ormai al collasso, i nostri ospedali a livello nazionale non sono adibiti a gestire simili emergenze. Se vogliamo che questa situazione si risolva è necessario che ognuno di noi faccia individualmente la propria parte al servizio della collettività.

“Questo è il momento dell’auto-responsabilità, dobbiamo capire che tutti dobbiamo aderire. Non dobbiamo contrastare queste misure. Non dobbiamo pensare di essere furbi. Dobbiamo tutelare la nostra salute, la salute dei nostri cari, la salute dei nostri genitori e soprattutto la salute dei nostri nonni” ha detto Giuseppe Conte in un video pubblicato sui social.

Le nuove restrizioni

Spostarsi per lavoro

A tutti i cittadini è stato chiesto se è possibile di lavorare da casa. Naturalmente non tutti possono permetterselo. In tal caso è possibile spostarsi per andare al lavoro  muniti dell’autocertificazione ( stampata o ricopiata o compilata al momento del controllo).

Tuttavia, Assolombarda sottolinea che “in attesa di eventuali ulteriori disposizioni nel merito, è possibile comprovare il motivo lavorativo dello spostamento anche con altri opportuni mezzi”. Tali mezzi sono:

a)  il cedolino paga;

b)  il tesserino di identificazione aziendale;

c) una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’esigenza del viaggio.

Tali documenti dovranno essere esibiti alle Autorità di pubblica sicurezza chiamate a monitorare l’applicazione delle misure di contenimento.

Per quanto riguarda il trasporto delle merci, in precedenza il governo parlando delle restrizioni del Nord aveva dichiarato che i mezzi e i dipendenti adibiti a tale attività potevano uscire ed entrare nelle zone interessate poiché si tratta di esigenza lavorativa.

Naturalmente le persone in isolamento o risultate positive al coronavirus non possono spostarsi per nessuna ragione.

Situazioni di estrema necessità

Questa definizione è ancora vaga, si aspettano ulteriori approfondimenti nelle prossime ore.

Salute e visite mediche

Sono motivati gli spostamenti di coloro che devono vedere il proprio medico, devono farsi curare o per qualsiasi altro motivo esclusivamente medico.

Rientrare a casa

Coloro che sono lontani da casa possono tornare al proprio domicilio, abitazione o residenza, portando con sé il modulo di autocertificazione.

Treni e mezzi pubblici

Per quanto riguarda i treni continueranno a circolare ma ci saranno controlli anche nelle stazioni per verificare i motivi degli spostamenti. Le situazioni per cui è giustificato prendere il treno sono le stesse elencate in precedenza: lavoro, salute, necessità e rientro a casa. A bordo dei treni i controlli sono affidati alla polizia ferroviaria che misurerà la temperatura dei passeggeri e farà in modo di evitare gli assembramenti.

Non è ancora chiaro invece se e come si svolgeranno i controlli sulle metropolitane, tram e autobus.

Controlli

Il decreto inviato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese per il Nord Italia prevedeva controlli «lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti».

La polizia stradale si occuperà dei controlli sulle autostrade e le strade principali, per la maggior parte a campione.

I carabinieri e la polizia municipale si occuperanno invece delle strade locali.

Uscire di casa

Questa è la parte più delicata del decreto. È infatti scritto che sono vietati gli “assembramenti all’aperto”. Questo significa che è possibile andare a fare la spesa o a comprare il pane, anche perché il cibo è un bene di prima necessità. Non è però possibile uscire a farsi una passeggiata, andare al parco, andare a casa di un amico o andare fuori a prendersi un gelato. Nessuno di questi esempi infatti rientra nei motivi che giustificano gli spostamenti.

In poche parole, è necessario stare a casa. Non è facile e non sarà facile o possibile controllare che tutti rispettino le direttive ma è necessario che ognuno di noi si impegni a farlo. Sarà necessario cambiare drasticamente il proprio stile di vita e fermarsi. Per quanto sia diventato complesso nella nostra società “non fare” e “non andare” è importante imparare a stare a casa e aspettare che questa situazione passi. Sono in molti ad avere aderito all’hashtag #iostoincasa. Non solo politici ma anche personaggi di rilievo come cantanti, attori e influencer stanno cercando di sensibilizzare le persone a questo messaggio. È possibile trasformare una norma in “un’opportunità”, scoprendosi e sfruttando il tempo imposto in qualcosa di utile per sé stessi. Questo non è un momento facile per nessuno, ma se tutti si attenessero alle regole sarebbe più facile superarlo insieme.