Le ninfee di Monet a Genova

Palazzo Ducale a Genova riapre gli eventi con un grande appuntamento

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Finalmente si riparte e alla grande. Proprio così.

Palazzo Ducale di Genova ospita dal 12 giugno al 23 agosto “Le ninfee” di Monet, una delle principali opere del pittore impressionista francese.

Ammirare dal vivo opere di tale grandezza è sempre un’occasione davvero allettante, ma se lo si può fare in completa solitudine il risultato è di ben altro livello.

Per ovviare ai problemi del distanziamento sociale derivanti dalla pandemia, si è infatti organizzato a Palazzo Ducale di Genova una visita in solitaria della durata di cinque minuti.

Sembra poco il tempo riconosciuto, ma cinque minuti in solitudine, a tu per tu con “Le ninfee” pare essere un’occasione unica.

Probabilmente saranno tante le emozioni che pervaderanno i visitatori. Forse, è la prima volta che si ha un’occasione del genere: una visita da soli.

E come si fa a non approfittarne?

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Palazzo Ducale in collaborazione con Arthemisia, con il Comune di Genova, Musèe Marmottan Monet di Parigi, con un obiettivo davvero ambizioso: “un’autentica occasione di avvicinamento all’arte e all’esperienza estetica”.

In questo modo, si ritiene che “più di ogni altro è Monet che con la sua pittura fluida ed avvolgente, con il suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida”.

E’ un ritorno all’attività artistica che ha sempre visto la Fondazione Palazzo Ducale in prima linea nell’organizzazione di eventi di elevato livello, accolti dal pubblico sempre con grande attenzione.

In occasione dell’esposizione de “le ninfee”, il Comune di Genova mette anche a disposizione un’altra opera di grande pregio.

Temporaneamente staccato dalla Raccolta Frugone dei Musei di Nervi, sarà infatti visibile lo straordinario ritratto della “Contessa” di Giovanni Boldini, come in duello di “raffinatezza ed eleganza” con quella del pittore impressionista.

E’ un’occasione davvero unica: unire il capolavoro di Monet, dipinto a Giverny nel 1883, dove il pittore si era trasferito con la famiglia, convinto che la luce lì era davvero particolare.

E ad introdurre questo spettacolo, un’opera notevole, gioiello del Comune di Genova.

Chissà che proprio da questa iniziativa non si avvii un nuovo modo di accostarsi all’arte, una nuova chiave di lettura dei capolavori giunti fino ai nostri giorni.

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