Le Isole Galápagos di nuovo a rischio?

Pescherecci cinesi minacciano l’habitat naturale di numerose specie animali e vegetali patrimonio dell’Unesco

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Una grande flotta di pescherecci cinesi ha raggiunto le acque internazionali vicino alla riserva marina delle Isole Galápagos. Il timore è che sconfinino nella zona protetta per pescare. Non sarebbe la prima volta.

Già nel 2017 una grande flotta si era avvicinata alla Riserva Marina pescando 300 tonnellate di pesci, in gran parte squali. Anche adesso, i pescherecci sono in acque internazionali al di fuori dei limiti della giurisdizione nazionale. Tutto ciò rende il problema complesso per l’attribuzione delle politiche di gestione e proprietà.

Sono 200 le imbarcazioni battenti bandiera cinese appostati a 118 miglia dalle isole, proprio dove vivono e si riproducono le più rare specie acquatiche del mondo. Una zona libera e piena di pesci, ma con un ecosistema marino molto fragile.

Nelle Isole Galápagos, l’arcipelago che ha ispirato la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, «le dimensioni e l’aggressività di questa flotta contro le specie marine rappresentano una grande minaccia per l’equilibrio delle specie», spiega l’ex ministro dell’ambiente ecuadoriano, Yolanda Kakabadse.

L’Ecuador prende provvedimenti

La presenza di pescherecci tra le Isole Galapagos e le coste dell’Ecuador, è considerata dal presidente sud americano, Lenin Moreno, un «pericolo». È il motivo per cui da una settimana le autorità del Paese hanno schierato la guardia costiera e altre unità navali per controllare che nessuna di queste imbarcazioni entri nella zona economica esclusiva (Eez), rimanendo a 360 km dalla costa.

A seguito della decisione del governo di Quito, l’ambasciata cinese in Ecuador ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime rispetto e sostegno alle misure adottate per proteggere l’ambiente e le risorse marine. Essa ha affermato che «tutte le navi da pesca cinesi operano legalmente in alto mare, al di fuori della Eez delle Galapagos, e che non rappresentano una minaccia per nessuno». I diplomatici di Pechino hanno sottolineato che i diritti legali dei pescherecci cinesi devono essere garantiti. «La Cina – hanno aggiunto – richiede sempre alle proprie aziende di praticare la pesca pelagica [in mare aperto] conformemente al diritto nazionale e internazionale. Persegue una politica di ‘tolleranza zero’ nei confronti delle imbarcazioni che praticano la pesca illegale».

I pescherecci cinesi arrivano ogni anno in mare intorno alle Galápagos, dichiarate patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1978, ma la flotta di quest’anno è una delle più grandi mai viste negli ultimi tempi.

Squali, balene, altri pesci e mammiferi in via d’estinzione sono protetti da accordi internazionali, così come le specie migratorie. Attualmente, l’Ecuador sta cercando di stabilire un corridoio di riserve marine nel Pacifico tra Costa Rica, Panama e Colombia.

Le Isole Galápagos sono conosciute anche per le loro piante uniche. L’Unesco descrive l’arcipelago, visitato da un quarto di milione di turisti ogni anno, come un «museo vivente e una vetrina per l’evoluzione».

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