Istituita in pompa magna nel 1919, la giornata dedicata alle Forze Armate e all’Unità Nazionale rappresenta un momento di grande orgoglio italiano. Nonostante non sia più considerata come festività dal 1976 (a causa di una riforma del calendario con aumento dei giorni lavorativi) , il quattro novembre rimane l’unica festa nazionale ad esser stata celebrata sia prima che dopo il fascismo.

Questa ricorrenza risale all’ Armistizio di Villa Giusti del 1918 con il quale si fa coincidere convenzionalmente, per l’Italia, la fine della Prima Guerra Mondiale.

Le trattative iniziate con l’impero austro-ungarico durante la battaglia di Vittorio Veneto si conclusero il 3 novembre 1918 in cui, a seguito dell’armistizio firmato a Padova, l’impero riconosce la sconfitta e concede all’Italia i territori di Trento e Trieste. L’annessione di questi territori è il motivo per cui ricorre il giorno dell’Unità Nazionale.

I veri protagonisti di questa giornata sono loro, le forze armate. Lo spirito che li caratterizzò al tempo e che riscontriamo tutt’oggi, è essenziale al sopravvivere della società cosi come la conosciamo. I valorosi uomini che si sono sacrificati sull’Altare della Patria per la costruzione di uno Stato Democratico cosi come lo conosciamo, meritano di esser ricordati per molto più di questo. Gli ideali di libertà e amore verso la nostra nazione sono valori che ci hanno tramandato e che ognuno di noi dovrebbe conservare e coltivare.

Tante le iniziative organizzate nelle varie città italiane: i tributi delle diverse fanfare del nostro esercito, caserme a porte aperte, alzabandiera in piazza.

A Roma, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio ai caduti con la deposizione della corona al milite ignoto. Presenti anche Roberta Pinotti (ministro della Difesa) e il capo di Stato maggiore della difesa. Il momento più solenne e più atteso, infine, non poteva che essere lo show delle frecce tricolori che sorvolano il Vittoriano vestendo d’emozione il cielo di Roma.

 

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